Archivio della Categoria 'Internet'

Il web 2.0

Lunedì 30 Giugno 2008

Non mi piacciono le sigle che nascondono la totale assenza di significati. Detesto i termini inglesi usati a sproposito. In particolare il cosiddetto web 2.0 per me è un totale non-senso. Sul forum tutti per uno c’è una discussione che mi sento di condividere in toto. In particolare l’esempio di Massy rende in modo perfetto l’idea del cosiddetto web 2.0.

9 siti da salvare

Lunedì 17 Marzo 2008

Nella mia paranoia pseudoseo faccio spesso esperimenti "strani". Una delle paranoie principali è tenere su server ben distinti e separati i siti dei network per tenerli lontani nella matrice dell’apparentamento.
Per questo motivo oltre ai server completamente controllati e in housing ho anche dei virtual sparsi in giro per il mondo.
Uno di questi virtual è su aruba e alcuni dei siti che ospitava, nati soprattutto per esperimenti, sono cresciuti e hanno avuto successo.
Nonostante tutte le maldicenze il serve virtuale aruba, economicissimo, si è comportato benone fino a quando non ho avuto l’infelice idea di fare un upgrade, passando alla versione professional si è scatenando il finimondo: 9 siti abbattuti,database e file persi.
L’assistenza risponde (in orario di ufficio) a dei ticket. In realtà chi risponde è stato molto gentile ma credo che ogni ticket abbia diritto a una sola risposta al giorno col risultato che per ripristinare il server ci sono voluti la bellezza di 15 giorni.
Grazie all’aiuto del personale dell’assistenza sono riuscito a recuperare quasi tutti i contenuti e adesso sto installando da circa 48 ore e ne avrò per molto altro tempo ancora.
Un consiglio comunque a chiunque si occupi di customer care: MAI usare condizionali e congiuntivi. Nulla ha i potere di mandare nel panico (o far incazzare a secondo dei casi) più di una frase tipo "adesso dovrebbe essere tutto a posto", "non dovrebbero esserci problemi".
E’ a posto sì, oppure a posto no, non esiste "dovrebbe"

Come sei diventato blogger?

Sabato 15 Dicembre 2007

Ok mi arrendo. Questa faccenda del meme rischia di diventare una telenovela infinita. Chiedo scusa a tutti e non lo farò più!
Cosa ti ha spinto ad aprire un blog?
Lo studio dei motori di ricerca. In occasione della gara dei fattori arcani volevo provare una tattica: visto che tutti i domini con nome "perfetto" erano già stati presi ho registrato il dominio arcani.org e ho poi pubblicato sul dominio di terzo livello fattori.arcani.org il sito con cui ho partecipato. Non è andata malissimo, sono arrivato nei primi 100 ma non mi ricordo esattamente in che posizione.

Il tuo primo post?
Di questo non ho proprio la minima idea e non ho nessuna voglia di mettermi a cercare. Sicuramente qualcosa di senza senso, giusto per cominciare a riempire un po’ il sito.

Il post di cui ti vergogni di più?
Un po’ tutti, soprattutto i primi. Sono scritti velocemente, pieni di orrori di ortografia e sintassi. Fanno schifo insomma.

Il post di cui vai più fiero?
Manco uno. Sicuramente questo blog non brilla per originalità, la maggior parte di quello che c’è qui dentro fa parte di qualche esperimento di cui spesso poi mi dimentico …

E tu? Come sei diventato blogger?
Eccoci al dunque. Lo scopo recondito di questi fastidiosi meme è in fondo quello di spargere un po’ di link. Spazio alla marchetta allora, non ho nessuna voglia di continuare la telenovela e ci piazzo quindi tre link qualsiasi: web design, Seconda Guerra Mondiale e Lago di Garda. Tiè.

Falsario a chi?

Venerdì 26 Ottobre 2007

Di oggi l’ennesima notizia a discredito del commercio elettronico italiano.
Secondo un’indagine svolta dalla Confcommercio, il 30% delle merci contraffatte vendute nel nostro paese vengono offerte attraverso Internet.

E’ sotto gli occhi di tutti come questo possa avvenire.

Mentre i negozi on-line vengono controllati, ci sono altri canali di vendita completamente senza verifiche.
Canali dove chiunque può vendere riproduzioni, copie e falsi senza incorrere in nessun tipo di sanzione.

Il tutto senza garanzie, senza tutele a discapito della sicurezza e della salute degli acquirenti.

AICEL (Associazione Italiana Commercio ELettronico) richiede l’impegno attivo da parte di tutti -operatori e consumatori - in quanto la contraffazione non solo è un reato, ma anche un calcio nel sedere alla cittadinanza onesta.
Se nella navigazione entrate in contatto con annunci o proposte commerciali di prodotti contraffatti scrivete senza esitazioni a sos@gat.gdf.it

La legalità è la norma, non l’eccezione.

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Directory tutti per uno

Sabato 29 Settembre 2007

Inaugurata (finalmente) la nuova directory del sito tutti per uno. Una directory assolutamente generalista, senza ambizioni "più" non vuole diventare la più grande, la più bella, la più niente del web ma semplicemente un luogo in cui offrire visibilità per i webmaster e risorse utili per gli utenti.
Iscrivere il proprio sito è piuttosto semplice, gratuito e non è richiesto (anche se gradito) il link di ritorno. La directory non accetta siti legati al gioco d’azzardo così come tutto quanto è illegale per la legge italiana o semplicemente contrario alla decenza e al buon gusto. Un nuovo spazio e un nuovo strumento di promozione per il proprio sito insomma.

L’occasione del wimax

Lunedì 24 Settembre 2007

Lo stato sta per assegnare le frequenze del wimax e ancora una volta siamo a un bivio: se verrà fatta nel modo giusto potrebbe essere una buona occasione, se invece verrà fatta nel modo sbagliato porterà soltanto qualche soldino nelle casse dello stato, una goccia d’acqua che andrà presto dispersa nell’enormità di sprechi, inefficienze e spese per interessi.
Portare internet a costi bassi se non addirittura gratuitamente in tutte le case e in tutti gli uffici con questa tecnologia diventa una cosa relativamente semplice, economica e veloce resta da capire però se a qualcuno ancora interessa fare un investimento che porterà benefici dopo qualche anno.
Io credo che l’accesso alla rete oltre a essere una potenziale fonte di ricchezza contribuendo almeno parzialmente allo sviluppo della nostra disastrata economia potrebbe contribuire all’alfabetizzazione informatica andando quindi a ridurre anche il gap culturale che ci sta sempre più separando dai paesi con forte crescita economica. Si dice che gli imprenditori italiani e stranieri non investono nel nostro paese e hanno mille motivi per non farlo, uno di questi è la mancanza di infrastrutture. Infrastrutture oggi non significa soltanto autostrade e ferrovie ma anche accesso alla rete. Riuscirà il nostro paese per una volta a fare un ragionamento lungimirante? Si moltiplicano iniziative in rete per provare a spingere in questa direzione, si può provare a partecipare alla petizione online, non ha nessun valore legale ma fino a quando la politica potrà permettersi di ignorare l’opinione dei cittadini?

Passare a Windows Vista

Domenica 19 Agosto 2007

Con una campagna di marketing enorme Microsoft da molto tempo ormai sta lanciando l’ultima versione del suo nuovo sistema operativo: Windows Vista.
le società che si occupano di commercializzazione di hardware e software ricevono quotidianamente offerte, mail e innumerevoli fax per proporre ai clienti il passaggio a Vista. A volte gli uomini del marketing telefonano e l’ultima telefonata è stata illuminante per me.
Markettaro: sta proponendo ai suoi clienti il passaggio a Windows Vista?
Io: no
Markettaro: è a conoscenza dell’ultima campagna di sconti per cui potrà offrire ai suoi clienti il passaggio al nuovo bellissimo sistema operativo con uno sconto dell’xy% ?
Io: no
Markettaro: ma come non ha ricevuto la mail, il fax, la posta ordinaria?
Io: anche troppo, tanto che cestino tutto senza pietà
Markettaro: ma perchè allora non propone ai clienti ….
Io: ma perchè dovrei?

Onestamente non ho ancora capito quali sono i vantaggi reali e concreti di passare a Vista. Purtroppo adesso ce lo si trova trai piedi con l’acquisto di quasi tutti i pc nuovi ma perchè dovrei pagare una cifra non indifferente per passare a Vista? Cosa offre in più di XP?  Non mi riferisco all’interfaccia, alla sicurezza o alle chiacchiere da marketing … in cosa migliora il lavoro dell’avvocato che usa word tutto il giorno, del commercialista che usa il suo software di contabilità o l’architetto che usa il computer per disegnare?
Non so se questo avviene per tutti oppure sono l’unico ad avere a che fare con persone anomale ma il mio cliente tipico non fa troppa differenza sui soldi che ha speso per l’hardware, il software e la consulenza … alla fine dell’anno fa una somma e pensa: quest’anno ho speso xxx euri in informatica. Parte di questi quattrini vanno a me, parte invece viene girata a Microsoft o ai produttori di hardware. Ecco a me piace far risparmiare i miei clienti. Se non trovo un motivo valido per giustificare il passaggio a vista continuerò a NON proporlo.

Html 5.0

Giovedì 9 Agosto 2007

Il web in subbuglio, una notizia da far saltare sulla sedia tutti i webmaster ma ancora di più i ceo che hanno  appena finito di pagare il nuovo sito web aziendale. Già me li vedo riuniti in consiglio di amministrazione "ma il nostro sito è compatibile con html 5.0?" Sarebbe interessante tener traccia delle risposte che daranno le varie agenzie.
Torniamo alla notizia: pare che forse (si dice si mormora) qualcuno si metterà a lavorare per metter giù le specifiche di html 5.0 (fonte apogeo online). Dov’è la notizia? Non c’è appunto, qualunque cosa sia è di là da venire e, cosa più importante, per l’utilizzatore non cambia assolutamente nulla.
Nella mia breve ma intensa esperienza credo di aver visto parecchie cose che hanno cambiato il modo di vivere il web (ajax, la connessione in banda larga, google, skype tanto per dire le prime cose che mi vengono in mente) ma non mi ricordo di nessuna rivoluzione annunciata. Le rivoluzioni avvengono e sono inaspettate, è lì il bello.
Gli unici che forse devono tenere mezzo occhio aperto sulla notizia sono proprio i webmaster che è bene non siano mai impreparati di fronte a queste notizie, prima di tutto per spiegare al committente che il sito appena terminato non può essere compatibile html 5.0 e poi per tener d’occhio le novità che fa sempre bene tenere la mente sveglia.

Ma che ti costa?

Lunedì 16 Luglio 2007

A volte una domanda così semplice ha il potere di tramortirmi. Ma che ti costa? Mi chiede un cliente interessato alla costruzione di un sito. In parole povere il personaggio vuole che gli facciamo il sito e vuole il posizionamento a sbafo. Il tipo ha capito benissimo qual è il vero giro del fumo e quindi chiede "che ti costa mettermi qualche link?"
Già che ti costa, questo è quello che vorrei chiederti io. Abbiamo creato circa 200 siti tutti con contenuti originali e ci abbiamo messo quasi sette anni. Non dico che nel frattempo non abbiamo fatto niente altro ma si tratta comunque di un investimento imponente quindi forse avrei dovuto rispondere "quanto costano a te quei link?".
Ma forse anche in questo caso la risposta sarebbe stata poco furba, forse avrei dovuto controbattere "a te quanto renderà il posizionamento?".
Questa è un’altra cosa che mi affascina, tutti i clienti conoscono perfettamente il valore di un nuovo contatto, potenziale cliente, tutti riconoscono le potenzialità del web eppure, se c’è da spendere per stampare volantini non battono ciglio, se invece si parla del sito i cordoni del borsellino si stringono improvvisamente. Clienti troppo miopi o troppo furbi? Ci sono o ci fanno? Forse un mix delle due cose.
I webmaster che parlano dell’istituzione di un albo secondo me dicono qualcosa di scellerato (andrebbero aboliti gli altri albi, altro che crearne uno nuovo) però in una cosa hanno ragione: la maggior parte dei clienti fa fatica a capire il valore di un sito, ha il terrore di essere fregato e la loro aspirazione migliore è quella di vedere una web agency che pubblica un listino online chiaro e comprensibile (per loro).
Come dovrebbe essere fatto il listino di una web agency? Un costo per le pagine? fantastico per i clienti che possono capire perfettamente, peccato che il costo a pagina non abbia il minimo senso. Costo orario? Anche in questo caso non ci siamo: un cliente potrebbe dover pagare moltissimo me perchè sono una schiappa e ci metto una vita a fargli il sito e paradossalmente pagare meno un webmaster veramente bravo che riesce a fare lo stesso lavoro in meno tempo.
Facciamo come le tasse, come nel sogno di bill gates? Il cliente paga un x percento del suo fatturato. Oppure paga un tot per ogni contatto procurato dal sito? Difficile, forse una soluzione buona per tutti non esiste. In fondo anche le aziende che hanno paura di essere fregate non hanno tutti i torti, ho visto cose che voi umani ….

Il dominio delle macchine

Sabato 30 Giugno 2007

E’ in momenti come questo che capisco che la battaglia contro le macchine è persa: hanno già vinto. Andiamo con ordine, oggi un server misteriosamente va offline, è una macchina importante, si trova al datacenter di Milano e non vuole saperne di ripartire, le coccole a distanza non bastano. Aspetto che faccia notte (c’è da farsi tutta la tangenziale di Milano per arrivare) e entro nel datacenter. Dopo esserci stato per qualche ora mi rendo conto che è un luogo assolutamente creato a misura di macchina: fa un freddo porco (i server, come tutti i computer che si rispettino odiano il caldo di queste giornate), un frastuono infernale prodotto da migliaia di ventole di migliaia di server contemporaneamente in funzione e dopo un paio d’ore cominci a vedere dio, la madonna e una discreta processione di santi. Non hanno la forma dell’iconografia tradizionale ma hanno forma di parallelepipedi, cubi e sulla fronte (per meglio dire frontespizio) hanno scritte piuttosto strane: Dell, HP, IBM …
Fà un freddo porco qui dentro e spero di riuscire a far ripartire questo coso alla svelta, sto cominciando a delirare.