Archivi per la categoria ‘Internet’

Il mistero delle cose che funzionano

martedì, 12 maggio 2009

Squadra che vince non si cambia. Perchè lo stesso concetto non si può applicare a un sito internet? perchè alle volte ci si lascia prendere dalla smania del cambiamento a tutti i costi? Perchè cambiare un sito che funziona si chiede giustamente Federico Badaloni? Solo perchè è vecchio?
In effetti non sembra molto astuto andare a toccare una cosa che funziona ma a volte vale pena chiedersi: potrebbe funzionare anche meglio di così?

Backup online

lunedì, 23 febbraio 2009

Ho trovato la recensione di alcuni siti che offrono la possibilità di backup online. In generale il meccanismo è questo, vi registrate, installate apposito software e lo configurate e in background avrete in esecuzione un processo che salva in remoto alcuni dei preziosi file che possono andar persi in caso di evento catastrofico.

Salvati … dove? Su un server remoto. Se qualcuno storce il naso per timori sulla riservatezza confesso che ho gli stessi dubbi ma per adesso il primo di questi servizi che ho provato mi ha convinto moltissimo. Si chiama mozy e nella versione home offre gratuitamente 2gb di spazio. La velocità del backup dipende ovviamente dalla vostra connessione ma mi pare più che soddisfacente.

Quello che mi è piaciuto meno è che il software non esegue il backup dei file delle chiavette e dei dischi di rete.

Un piccolo mondo …

lunedì, 1 dicembre 2008

Il mondo del è veramente piccolo e ne ho recentemente avuto una prova tangibile.
Mesi fa con l’amico Daniele, celeberrimo webmaster di Roma, abbiamo deciso di avventurarci nella costruzione di un sito di article marketing. Un concetto incredibilmente conosciuto e diffuso nel mondo anglosassone ma che nella nostra piccola Italia fatica a essere compreso ed assimilato. Le maggiori difficoltà nella gestione del sito non sono tecniche ma editoriali: siamo costretti a buttare quasi il 90% degli articoli inviati perchè … semplicemente non sono articoli.
Faticosamente siamo comunque riusciti ad arrivare al traguardo dei 100 articoli che per noi rappresenta un ottimo risultato considerando che continuiamo a tenere uno standard qualitativo elevato senza cedere alla tentazione di approvare di tutto pur di aumentare il numero di contenuti.
Nello stesso periodo ho registrato un nome che mi sembrava carino per un ipotetico sito di article marketing in lingua inglese. Ho installato il software e …. me ne sono dimenticato. Dopo mesi sono andato a controllare e ho trovato centianaia di articoli inviati, molti decisamente interessanti. E’ bastato registrare il dominio, installare il software, mettere un paio di link e i contenuti sono cominciati ad arrivare tanto che il traguardo dei 100 articoli è stato superato in un paio di giorni.
Ancora una volta una dimostrazione di quanto sia piccolo il mondo del web italiano.

Il web 2.0

lunedì, 30 giugno 2008

Non mi piacciono le sigle che nascondono la totale assenza di significati. Detesto i termini inglesi usati a sproposito. In particolare il cosiddetto web 2.0 per me è un totale non-senso. Sul forum tutti per uno c’è una discussione che mi sento di condividere in toto. In particolare l’esempio di Massy rende in modo perfetto l’idea del cosiddetto web 2.0.

9 siti da salvare

lunedì, 17 marzo 2008

Nella mia paranoia pseudoseo faccio spesso esperimenti "strani". Una delle paranoie principali è tenere su server ben distinti e separati i siti dei network per tenerli lontani nella matrice dell’apparentamento.
Per questo motivo oltre ai server completamente controllati e in housing ho anche dei virtual sparsi in giro per il mondo.
Uno di questi virtual è su aruba e alcuni dei siti che ospitava, nati soprattutto per esperimenti, sono cresciuti e hanno avuto successo.
Nonostante tutte le maldicenze il serve virtuale aruba, economicissimo, si è comportato benone fino a quando non ho avuto l’infelice idea di fare un upgrade, passando alla versione professional si è scatenando il finimondo: 9 siti abbattuti,database e file persi.
L’assistenza risponde (in orario di ufficio) a dei ticket. In realtà chi risponde è stato molto gentile ma credo che ogni ticket abbia diritto a una sola risposta al giorno col risultato che per ripristinare il server ci sono voluti la bellezza di 15 giorni.
Grazie all’aiuto del personale dell’assistenza sono riuscito a recuperare quasi tutti i contenuti e adesso sto installando da circa 48 ore e ne avrò per molto altro tempo ancora.
Un consiglio comunque a chiunque si occupi di customer care: MAI usare condizionali e congiuntivi. Nulla ha i potere di mandare nel panico (o far incazzare a secondo dei casi) più di una frase tipo "adesso dovrebbe essere tutto a posto", "non dovrebbero esserci problemi".
E’ a posto sì, oppure a posto no, non esiste "dovrebbe"

Come sei diventato blogger?

sabato, 15 dicembre 2007

Ok mi arrendo. Questa faccenda del meme rischia di diventare una telenovela infinita. Chiedo scusa a tutti e non lo farò più!
Cosa ti ha spinto ad aprire un blog?
Lo studio dei motori di ricerca. In occasione della gara dei fattori arcani volevo provare una tattica: visto che tutti i domini con nome "perfetto" erano già stati presi ho registrato il dominio arcani.org e ho poi pubblicato sul dominio di terzo livello fattori.arcani.org il sito con cui ho partecipato. Non è andata malissimo, sono arrivato nei primi 100 ma non mi ricordo esattamente in che posizione.

Il tuo primo post?
Di questo non ho proprio la minima idea e non ho nessuna voglia di mettermi a cercare. Sicuramente qualcosa di senza senso, giusto per cominciare a riempire un po’ il sito.

Il post di cui ti vergogni di più?
Un po’ tutti, soprattutto i primi. Sono scritti velocemente, pieni di orrori di ortografia e sintassi. Fanno schifo insomma.

Il post di cui vai più fiero?
Manco uno. Sicuramente questo blog non brilla per originalità, la maggior parte di quello che c’è qui dentro fa parte di qualche esperimento di cui spesso poi mi dimentico …

E tu? Come sei diventato blogger?
Eccoci al dunque. Lo scopo recondito di questi fastidiosi meme è in fondo quello di spargere un po’ di link. Spazio alla marchetta allora, non ho nessuna voglia di continuare la telenovela e ci piazzo quindi tre link qualsiasi: web design, Seconda Guerra Mondiale e Lago di Garda. Tiè.

Falsario a chi?

venerdì, 26 ottobre 2007

Di oggi l’ennesima notizia a discredito del commercio elettronico italiano.
Secondo un’indagine svolta dalla Confcommercio, il 30% delle merci contraffatte vendute nel nostro paese vengono offerte attraverso Internet.

E’ sotto gli occhi di tutti come questo possa avvenire.

Mentre i negozi on-line vengono controllati, ci sono altri canali di vendita completamente senza verifiche.
Canali dove chiunque può vendere riproduzioni, copie e falsi senza incorrere in nessun tipo di sanzione.

Il tutto senza garanzie, senza tutele a discapito della sicurezza e della salute degli acquirenti.

AICEL (Associazione Italiana Commercio ELettronico) richiede l’impegno attivo da parte di tutti -operatori e consumatori – in quanto la contraffazione non solo è un reato, ma anche un calcio nel sedere alla cittadinanza onesta.
Se nella navigazione entrate in contatto con annunci o proposte commerciali di prodotti contraffatti scrivete senza esitazioni a sos@gat.gdf.it

La legalità è la norma, non l’eccezione.

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Directory tutti per uno

sabato, 29 settembre 2007

Inaugurata (finalmente) la nuova directory del sito tutti per uno. Una directory assolutamente generalista, senza ambizioni "più" non vuole diventare la più grande, la più bella, la più niente del web ma semplicemente un luogo in cui offrire visibilità per i webmaster e risorse utili per gli utenti.
Iscrivere il proprio sito è piuttosto semplice, gratuito e non è richiesto (anche se gradito) il link di ritorno. La directory non accetta siti legati al gioco d’azzardo così come tutto quanto è illegale per la legge italiana o semplicemente contrario alla decenza e al buon gusto. Un nuovo spazio e un nuovo strumento di promozione per il proprio sito insomma.

L’occasione del wimax

lunedì, 24 settembre 2007

Lo stato sta per assegnare le frequenze del wimax e ancora una volta siamo a un bivio: se verrà fatta nel modo giusto potrebbe essere una buona occasione, se invece verrà fatta nel modo sbagliato porterà soltanto qualche soldino nelle casse dello stato, una goccia d’acqua che andrà presto dispersa nell’enormità di sprechi, inefficienze e spese per interessi.
Portare internet a costi bassi se non addirittura gratuitamente in tutte le case e in tutti gli uffici con questa tecnologia diventa una cosa relativamente semplice, economica e veloce resta da capire però se a qualcuno ancora interessa fare un investimento che porterà benefici dopo qualche anno.
Io credo che l’accesso alla rete oltre a essere una potenziale fonte di ricchezza contribuendo almeno parzialmente allo sviluppo della nostra disastrata economia potrebbe contribuire all’alfabetizzazione informatica andando quindi a ridurre anche il gap culturale che ci sta sempre più separando dai paesi con forte crescita economica. Si dice che gli imprenditori italiani e stranieri non investono nel nostro paese e hanno mille motivi per non farlo, uno di questi è la mancanza di infrastrutture. Infrastrutture oggi non significa soltanto autostrade e ferrovie ma anche accesso alla rete. Riuscirà il nostro paese per una volta a fare un ragionamento lungimirante? Si moltiplicano iniziative in rete per provare a spingere in questa direzione, si può provare a partecipare alla petizione online, non ha nessun valore legale ma fino a quando la politica potrà permettersi di ignorare l’opinione dei cittadini?

Passare a Windows Vista

domenica, 19 agosto 2007

Con una campagna di marketing enorme Microsoft da molto tempo ormai sta lanciando l’ultima versione del suo nuovo sistema operativo: Windows Vista.
le società che si occupano di commercializzazione di hardware e software ricevono quotidianamente offerte, mail e innumerevoli fax per proporre ai clienti il passaggio a Vista. A volte gli uomini del marketing telefonano e l’ultima telefonata è stata illuminante per me.
Markettaro: sta proponendo ai suoi clienti il passaggio a Windows Vista?
Io: no
Markettaro: è a conoscenza dell’ultima campagna di sconti per cui potrà offrire ai suoi clienti il passaggio al nuovo bellissimo sistema operativo con uno sconto dell’xy% ?
Io: no
Markettaro: ma come non ha ricevuto la mail, il fax, la posta ordinaria?
Io: anche troppo, tanto che cestino tutto senza pietà
Markettaro: ma perchè allora non propone ai clienti ….
Io: ma perchè dovrei?

Onestamente non ho ancora capito quali sono i vantaggi reali e concreti di passare a Vista. Purtroppo adesso ce lo si trova trai piedi con l’acquisto di quasi tutti i pc nuovi ma perchè dovrei pagare una cifra non indifferente per passare a Vista? Cosa offre in più di XP?  Non mi riferisco all’interfaccia, alla sicurezza o alle chiacchiere da marketing … in cosa migliora il lavoro dell’avvocato che usa word tutto il giorno, del commercialista che usa il suo software di contabilità o l’architetto che usa il computer per disegnare?
Non so se questo avviene per tutti oppure sono l’unico ad avere a che fare con persone anomale ma il mio cliente tipico non fa troppa differenza sui soldi che ha speso per l’hardware, il software e la consulenza … alla fine dell’anno fa una somma e pensa: quest’anno ho speso xxx euri in informatica. Parte di questi quattrini vanno a me, parte invece viene girata a Microsoft o ai produttori di hardware. Ecco a me piace far risparmiare i miei clienti. Se non trovo un motivo valido per giustificare il passaggio a vista continuerò a NON proporlo.