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	<title>gli arcani fattori del web &#187; Italia</title>
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		<title>Un piccolo mondo &#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 11:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pieru</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mondo del &#232; veramente piccolo e ne ho recentemente avuto una prova tangibile. Mesi fa con l&#8217;amico Daniele, celeberrimo webmaster di Roma, abbiamo deciso di avventurarci nella costruzione di un sito di article marketing. Un concetto incredibilmente conosciuto e diffuso nel mondo anglosassone ma che nella nostra piccola Italia fatica a essere compreso ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Il mondo del &egrave; veramente piccolo e ne ho recentemente avuto una prova tangibile.<br />
Mesi fa con l&#8217;amico Daniele, celeberrimo webmaster di Roma, abbiamo deciso di avventurarci nella costruzione di un sito di <a href="http://www.article-marketing.it/">article marketing</a>. Un concetto incredibilmente conosciuto e diffuso nel mondo anglosassone ma che nella nostra piccola Italia fatica a essere compreso ed assimilato. Le maggiori difficolt&agrave; nella gestione del sito non sono tecniche ma editoriali: siamo costretti a buttare quasi il 90% degli articoli inviati perch&egrave; &#8230; semplicemente non sono articoli.<br />
Faticosamente siamo comunque riusciti ad arrivare al traguardo dei 100 articoli che per noi rappresenta un ottimo risultato considerando che continuiamo a tenere uno standard qualitativo elevato senza cedere alla tentazione di approvare di tutto pur di aumentare il numero di contenuti.<br />
Nello stesso periodo ho registrato un nome che mi sembrava carino per un ipotetico sito di <a href="http://www.articlebazar.net/">article marketing in lingua inglese</a>. Ho installato il software e &#8230;. me ne sono dimenticato. Dopo mesi sono andato a controllare e ho trovato centianaia di articoli inviati, molti decisamente interessanti. E&#8217; bastato registrare il dominio, installare il software, mettere un paio di link e i contenuti sono cominciati ad arrivare tanto che il traguardo dei 100 articoli &egrave; stato superato in un paio di giorni.<br />
Ancora una volta una dimostrazione di quanto sia piccolo il mondo del web italiano.</p>
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		<title>Internet per il turismo italiano</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Nov 2007 00:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pieru</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Supponiamo di voler utilizzare internet come strumento per la promozione del turismo italiano; proviamo ad immaginare che uno dei nostri politici debba decidere come sfruttare la rete per promuovere il nostro patrimonio culturale e artistico. Indipendentemente dallo schieramento (mai come in questi casi non c&#8217;&#232; nessuna differenza tra destra e sinistra) cosa far&#224; il nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Supponiamo di voler utilizzare internet come strumento per la promozione del turismo italiano; proviamo ad immaginare che uno dei nostri politici debba decidere come sfruttare la rete per promuovere il nostro patrimonio culturale e artistico. Indipendentemente dallo schieramento (mai come in questi casi non c&#8217;&egrave; nessuna differenza tra destra e sinistra) cosa far&agrave; il nostro uomo? <br />
La sua primaria preoccupazione sar&agrave; quella di avere a disposizione il budget pi&ugrave; grande possibile, il suo obiettivo sar&agrave; avere una quantit&agrave; faraonica di denaro da spendere. decider&agrave; lui in prima persona come dovr&agrave; essere sviluppato il progetto, un bel sito con i migliori server e i migliori contenuti.<br />
Peccato che cos&igrave; &egrave; molto difficile riuscire a fare un progetto di successo e<em> italia.it</em> &egrave; l&#8217;ennesimo monumento ai disastri che la nostra classe politica &egrave; in grado di fare.<br />
I soldi a disposizione erano sicuramente troppi ma quel progetto &egrave; nato sbagliato fin dalle sue fondamenta.<br />
Nel web ci si lamenta spesso dello spreco di denaro pubblico, io credo che il danno maggiore in realt&agrave; sia quello indiretto, sia per l&#8217;occasione mancata di portare un po&#8217; di turisti in Italia ma soprattutto perch&egrave; dopo una simile catastrofe difficilmente verr&agrave; mai pi&ugrave; realizzato qualcosa per sfruttare il web e promuovere il turismo.<br />
La mia idea &egrave; molto semplice: banalmente quel sito non doveva nemmeno essere fatto. La cosa pi&ugrave; importante, i contenuti, dovevano essere messi a disposizione di tutti i webmaster e rilasciati con una licenza (possibilmente GNU) in modo da renderli utilizzabili da tutti.<br />
Lo stato avrebbe messo a disposizione di tutti i webmaster del mondo guide di viaggio, elenchi di alberghi e di luoghi di cultura aggiornati con orari, costi di ingresso, informazioni su prevendite e prenotazioni, accessibilit&agrave; ai disabili &#8230; sarebbero nate <em>decine di migliaia</em> di siti pieni di informazioni sull&#8217;Italia.<br />
L&#8217;unico uso intelligente del dominio italia.it sarebbe stato con una wiki con tutte le guide d&#8217;italia, ampliato e fatto crescere da italiani e turisti di tutto il mondo.</p>
<p>In Italia invece si fa l&#8217;esatto contrario. Le guide pubblicate dalle APT hanno pi&ugrave; copyright dei software Microsoft, si tiene tutto rigorosamente chiuso &#8230;<br />
avevamo un&#8217;opportunit&agrave;, l&#8217;ennesima, e l&#8217;abbiamo bruciata.</p>
<p><a href="http://www.italia-wiki.com/">italia-wiki.com</a> (con il suo omologo in lingua inglese <a href="http://www.italy-wiki.com/">italy-wiki</a>) &egrave; un esempio di quello che poteva essere fatto:<strong> i contenuti sono utilizzabili liberamente</strong>, anche a scopo di lucro. Chiunque utilizzer&agrave; i testi contenuti all&#8217;interno di italia-wiki si impegna per&ograve; a lasciare a sua volta la stessa possibilit&agrave; a chi vorr&agrave; utilizzare i contenuti del nuovo sito e a riconoscere la paternit&agrave; di tutto il materiale. Vedremo se funzioner&agrave;, di sicuro il ministero dei beni culturali partiva leggermente avvantaggiato: senza parlare di budget infatti poteva avere accesso alla mole enorme di dati che apt, regioni e provincie hanno e (ancora una volta) piombano con pesantissimi copyright.</p>
<p>Non capisco, davvero. Gli editori di quelle guide sono i cittadini italiani quindi, se proprio copyright deve esserci, dovrebbe essere di tutti gli italiani &#8230;</p>
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		<title>Gli arcani di Monza</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Oct 2007 19:45:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pieru</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Monza &#232; una citt&#224; che sar&#224; in provincia di Milano ancora per poco. Non perch&#232; si sposter&#224; ma perch&#232; alla fine del 2008 diventer&#224; una provincia a tutti gli effetti sganciandosi dall&#8217;ingombrante capoluogo lombardo. Non &#232; una citt&#224; come tutte le altre, &#232; molto grande come numero di abitanti (supera i 110.000) ha una storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.monza-blog.it/">Monza </a>&egrave; una citt&agrave; che sar&agrave; in provincia di Milano ancora per poco. Non perch&egrave; si sposter&agrave; ma perch&egrave; alla fine del 2008 diventer&agrave; una provincia a tutti gli effetti sganciandosi dall&#8217;ingombrante capoluogo lombardo. Non &egrave; una citt&agrave; come tutte le altre, &egrave; molto grande come numero di abitanti (supera i 110.000) ha una storia lunghissima ed un centro storico molto piccolo, assolutamente sproporzionato agli abitanti e alle attivit&agrave; economiche della zona. Come capoluogo della Brianza ha una lunga storia piuttosto travagliata e gi&agrave; semplicemente facendo una passeggiata nel centro ci si accorge di alcune stranezze. Edifici storici di rara bellezza come il <a href="http://www.monza-blog.it/2006/08/11/duomo-di-monza/">Duomo </a>e l&#8217;<a href="http://www.monza-blog.it/2006/08/11/arengario-di-monza/">arengario </a>sono affiancati da mostri dell&#8217;architettura come il cosiddetto &quot;palazzo della Upim&quot; che deturpa la piazza centrale della citt&agrave; come il prezzemolo rovina un bel sorriso. <br />
Gli architetti degli anni settanta si sono accaniti sulla citt&agrave; creando parecchie strutture, probabilmente molto funzionali per chi ci abita ma di rara bruttezza. Eppure anche dal punto di vista storico nel capoluogo lombardo gli architetti non mancano: trovare un <a href="http://www.architettoferrara.it/">architetto a Monza </a>&egrave; piuttosto facile. Sono esperti di ristrutturazioni, urbanistica, paesaggistica e riescono a fare progetti assolutamente interessanti. Probabilmente quello che manca &egrave; il coraggio (o la possibilit&agrave;) di cancellare quanto di brutto &egrave; stato fatto in passato per ricominciare e costruire qualcosa di bello. Le capacit&agrave; non mancano.</p>
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		<title>L&#8217;occasione del wimax</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Sep 2007 23:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pieru</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo stato sta per assegnare le frequenze del wimax e ancora una volta siamo a un bivio: se verr&#224; fatta nel modo giusto potrebbe essere una buona occasione, se invece verr&#224; fatta nel modo sbagliato porter&#224; soltanto qualche soldino nelle casse dello stato, una goccia d&#8217;acqua che andr&#224; presto dispersa nell&#8217;enormit&#224; di sprechi, inefficienze e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo stato sta per assegnare le frequenze del <a href="http://www.pieru.it/notizie/internet/il-wimax.html">wimax </a>e ancora una volta siamo a un bivio: se verr&agrave; fatta nel modo giusto potrebbe essere una buona occasione, se invece verr&agrave; fatta nel modo sbagliato porter&agrave; soltanto qualche soldino nelle casse dello stato, una goccia d&#8217;acqua che andr&agrave; presto dispersa nell&#8217;enormit&agrave; di sprechi, inefficienze e spese per interessi.<br />
Portare internet a costi bassi se non addirittura gratuitamente in tutte le case e in tutti gli uffici con questa tecnologia diventa una cosa relativamente semplice, economica e veloce resta da capire per&ograve; se a qualcuno ancora interessa fare un investimento che porter&agrave; benefici dopo qualche anno.<br />
Io credo che l&#8217;accesso alla rete oltre a essere una potenziale fonte di ricchezza contribuendo almeno parzialmente allo sviluppo della nostra disastrata economia potrebbe contribuire all&#8217;alfabetizzazione informatica andando quindi a ridurre anche il gap culturale che ci sta sempre pi&ugrave; separando dai paesi con forte crescita economica. Si dice che gli imprenditori italiani e stranieri non investono nel nostro paese e hanno mille motivi per non farlo, uno di questi &egrave; la mancanza di infrastrutture. Infrastrutture oggi non significa soltanto autostrade e ferrovie ma anche accesso alla rete. Riuscir&agrave; il nostro paese per una volta a fare un ragionamento lungimirante? Si moltiplicano iniziative in rete per provare a spingere in questa direzione, si pu&ograve; provare a partecipare alla <a href="http://www.wimaxlibero.org/">petizione online</a>, non ha nessun valore legale ma fino a quando la politica potr&agrave; permettersi di ignorare l&#8217;opinione dei cittadini?</p>
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		<title>Vuoi un sito a basso costo?</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Aug 2007 22:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pieru</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni tanto mi diverto a guardare gli annunci adsense che compaiono qui attorno, da quando ho cominciato a dire due parole su webmarketing e webdesign si sono scatenati gli adwords delle varie web agency. Uno degli slogan pi&#249; gettonati &#232; &#34;vuoi un sito internet a basso costo?&#34; Perch&#232;? Perch&#232; vuoi un sito a basso costo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni tanto mi diverto a guardare gli annunci adsense che compaiono qui attorno, da quando ho cominciato a dire due parole su webmarketing e webdesign si sono scatenati gli adwords delle varie web agency. Uno degli slogan pi&ugrave; gettonati &egrave; &quot;vuoi un sito internet a basso costo?&quot; <br />
Perch&egrave;?<br />
Perch&egrave; vuoi un sito a basso costo, davvero, qual&#8217;&egrave; il problema. Il costo &egrave; l&#8217;unico parametro da prendere in considerazione? Posso capire che &quot;voglio un sito internet bello&quot; sia piuttosto sciocco se non addirittura pericolo ma &quot;voglio un sito internet di successo&quot; mi pare molto meglio. &quot;remunerativo&quot; se proprio vogliamo parametrare tutto per mezzo del dio denaro. Chiunque spende volentieri 10 euro purch&egrave; questi ne rendano 12. S&igrave; ma un sito internet &egrave; un investimento, non c&#8217;&egrave; affatto garanzia di successo. Vero ma lo stesso ragionamento vale per mille altre cose. L&#8217;artigiano che si mette in proprio quando deve scegliere il tornio con cui lavorer&agrave; valuta sicuramente anche il prezzo ma dubito che questo, da solo, rappresenti il fattore determinante.<br />
Magari mi sbaglio ma ho la sensazione che uno dei problemi dei webmaster italiani sia rappresentato dai committenti che ancora non hanno capito cosa vogliono anzi, non sanno neanche come lo devono scegliere e giudicare.</p>
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		<title>Una pagina da 45 milioni di euro</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Mar 2006 13:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pieru</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanto costa la realizzazione di un sito internet? Tanto, naturalmente. Qualche volta troppo. Ci sono molte agenzie che realizzano siti con un prezzo per ogni pagina; la cosa non ha molto senso ma in qualche modo bisogna riuscire a comunicare con il cliente. Il concetto di pagina viene facilmente capito dal cliente che quindi riesce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto costa la realizzazione di un sito internet? Tanto, naturalmente. Qualche volta troppo. Ci sono molte agenzie che realizzano siti con un prezzo per ogni pagina; la cosa non ha molto senso ma in qualche modo bisogna riuscire a comunicare con il cliente. Il concetto di pagina viene facilmente capito dal cliente che quindi riesce a immaginare come si former&agrave; il suo costo.  Bene, utente italiano. Tu che paghi le tasse, lo sai che sei il cliente di una agenzia che realizza siti a 45 milioni di euro per ogni pagina? Non ci credi? Andiamo per gradi.   Nel lontano mese di ottobre dell&#8217;anno del signore 2005 il ministro per l&#8217;innovazione tecnologica Stanca annuncia urbi et orbi che l&#8217;Italia avr&agrave; finalmente il suo portale per la promozione del turismo. Ci sarebbe gi&agrave; molto da dire su questo argomento ma tiriamo dritto per ora. Il sito sar&agrave; realizzato in dozzinaia di lingue (per sicurezza hanno pensato di includere anche tibetano, sanscrito, latino e greco antico), avr&agrave; milioni (ma che dico milioni: migliaia) di pagine, foto e filmati multimediali e sar&agrave; pronto entro la fine del mese. Il ministro naturalmente si riferiva alla fine del mese di 5 mesi fa.   Adesso se non altro si vede qualcosa: una pagina, una sola pagina, in una sola lingua costata 45 milioni di euro. Vorrei tanto essere l&#8217;agenzia che ha realizzato il sito!</p>
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