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7 trucchi per una corretta scelta delle parole chiave

Sabato, Luglio 28th, 2007

Prima di cominciare a ottimizzare e scalare le serp bisogna fare qualche ragionamento. E’ sorprendete il numero di webmaster che si butta a capofitto nella scalata senza fermarsi a pensare neppure un momento. Quanto sono competitive le keyword? Quali sono quelle da includere nel link building? Cosa occorre per avere successo?
Ancora prima andrebbe fatta una considerazione ulteriore: troppo spesso il webmaster o il seo si concentra sul motore di ricerca come se questo fosse il fine ultimo del suo lavoro; così non è: il bravo SEO deve portare traffico di qualità al sito.

  1. Usare un software adatto.
    Ci sono un sacco di tool gratuiti su internet e alcuni funzionano veramente bene. La mia opinione è che non esiste il migliore in assoluto ma che ognuno ha i suoi lati positivi e il migliore in fondo è quello che si conosce più a fondo

  2. Identificare con precisione il target.
    Raggiungere la cima di una key ultra-competitiva può essere divertente ma nella maggior parte dei casi non è la cosa più intelligente da fare. Occorre considerare attentamente tutte le frasi (due o tre parole chiavi) che possono essere sfuggite ai grossi calibri, cominciare da quelle e continuare ad ottimizzare. La long tail è spesso una fonte sorprendente di conversioni remunerative.

  3. Rimanere in tema.
    Durante in lavoro capiterà di imbattersi in parole chiave e ricerche che sono vere e proprie scorciatoie per ottenere alti volumi di traffico. Non dimenticate mai che lo scopo ultimo è portare traffico di qualità ovvero in tema con il sito.

  4. Non esagerate con le keyword.
    Conoscete la rava e la fava dell’argomento e la tentazione di usare tecnicismi è fortissima. Siete sicuri che quelle stesse parole siano quelle che cercano i vostri utenti? Nella maggior parte dei casi il linguaggio utilizzato deve essere semplificato al massimo e occorre capire quello che i potenziali clienti cercano.

  5. Considerate la ricerca locale.
    Anche siti medio piccoli possono competere piuttosto facilmente con i big player del settore nel caso delle ricerche geograficamente localizzate. Non sottovalutate questa possibilità ovviamente solo ed esclusivamente se effettivamente il business del vostro sito ha attinenza con la realtà locale.

  6. Controllate le statistiche.
    Una delle cose più interessanti del web marketing e di una buona analisi delle statistiche è la possibilità di visualizzare le parole cercate dagli utenti che hanno trovato il vostro sito sui motori di ricerca. Sarete sorpresi da un’analisi accurata delle statistica, troverete errori di battitura e altre anomalie. Controllando le statistiche probabilmente troverete chiavi per cui val la pena lavorare e che all’inizio non avevate considerato.

  7. Controllate costantemente la posizione.

    Dopo la scalata delle serp non dimenticate mai di controllare costantemente la vostra posizione sui motori. La scelta delle keyword è stata il punto di partenza del processo di ottimizzazione ma deve essere costantemente rimessa in discussione valorizzando parole e chiavi inizialmente sottovalutate o viceversa abbandonando chiavi che non portano i risultati sperati.

Ma che ti costa?

Lunedì, Luglio 16th, 2007

A volte una domanda così semplice ha il potere di tramortirmi. Ma che ti costa? Mi chiede un cliente interessato alla costruzione di un sito. In parole povere il personaggio vuole che gli facciamo il sito e vuole il posizionamento a sbafo. Il tipo ha capito benissimo qual è il vero giro del fumo e quindi chiede "che ti costa mettermi qualche link?"
Già che ti costa, questo è quello che vorrei chiederti io. Abbiamo creato circa 200 siti tutti con contenuti originali e ci abbiamo messo quasi sette anni. Non dico che nel frattempo non abbiamo fatto niente altro ma si tratta comunque di un investimento imponente quindi forse avrei dovuto rispondere "quanto costano a te quei link?".
Ma forse anche in questo caso la risposta sarebbe stata poco furba, forse avrei dovuto controbattere "a te quanto renderà il posizionamento?".
Questa è un’altra cosa che mi affascina, tutti i clienti conoscono perfettamente il valore di un nuovo contatto, potenziale cliente, tutti riconoscono le potenzialità del web eppure, se c’è da spendere per stampare volantini non battono ciglio, se invece si parla del sito i cordoni del borsellino si stringono improvvisamente. Clienti troppo miopi o troppo furbi? Ci sono o ci fanno? Forse un mix delle due cose.
I webmaster che parlano dell’istituzione di un albo secondo me dicono qualcosa di scellerato (andrebbero aboliti gli altri albi, altro che crearne uno nuovo) però in una cosa hanno ragione: la maggior parte dei clienti fa fatica a capire il valore di un sito, ha il terrore di essere fregato e la loro aspirazione migliore è quella di vedere una web agency che pubblica un listino online chiaro e comprensibile (per loro).
Come dovrebbe essere fatto il listino di una web agency? Un costo per le pagine? fantastico per i clienti che possono capire perfettamente, peccato che il costo a pagina non abbia il minimo senso. Costo orario? Anche in questo caso non ci siamo: un cliente potrebbe dover pagare moltissimo me perchè sono una schiappa e ci metto una vita a fargli il sito e paradossalmente pagare meno un webmaster veramente bravo che riesce a fare lo stesso lavoro in meno tempo.
Facciamo come le tasse, come nel sogno di bill gates? Il cliente paga un x percento del suo fatturato. Oppure paga un tot per ogni contatto procurato dal sito? Difficile, forse una soluzione buona per tutti non esiste. In fondo anche le aziende che hanno paura di essere fregate non hanno tutti i torti, ho visto cose che voi umani ….