Usque tandem?

5 luglio 2014

Catilina2-Maccari_affrescoAvevo promesso, mesi fa, di iniziare a postare link a risorse di valore per chi è interessato al seo. Con la consueta coerenza che mi contraddistingue ecco a postare qualcosa che non ciazzecca proprio una mazza ovvero un quesito che rivolgo a google, ai seo e ai quattro lettori di questo sito.

Sappiamo quello che succede quando un sito risulta off-line per un certo periodo di tempo. Il quesito che pongo oggi riguarda uno dei fattori arcani del posizionamento, una domanda intelligente insomma. Diciamo che il sito A linka il sito B, contribuendo a portare visite ma soprattutto PR, TR e tutti gli altri fattori che stanno alla base del mitico algoritmo di Sergey e Larry.

Ora per un motivo qualsiasi il sito A va fuori combattimento. Risulta irraggiungibile agli spider, scassato, rotto caputt. La mia domanda è: dopo quanto tempo viene annullato il beneficio che portava al sito B?

L’appuntamento con nuove e entusiasmanti discussioni riguardanti i motori di ricerca è al prossimo post che arriverà quando avrò un’ispirazione!

Il tuo sito è penalizzato

22 aprile 2014

PenalizzatoSono stufo di vedere questa pubblicità su facebook. Anzi, queste pubblicità dato che ne compaiono parecchie varianti. Questo tipo di webmarketing sfrutta sapientemente i social media e fa leva su paure recondite, chiunque gestisca un sito (soprattutto se svolge questa attività in forma amatoriale) è convinto di non guadagnare abbastanza e di essere vittima di qualche complotto. Si va alla ricerca di un tool online, una bella soluzione facile facile ma cosa fanno questi tool? Sono utili?

Risposte veloci: sì, sono utili. No, non possono realmente sapere se un sito è penalizzato da google.

La maggior parte di questi tool effettua una serie di controlli. Dietro pagamento di un compenso esaminano il sito ed effettuano una serie di controlli andando a guardare soprattutto i siti linkanti. Già qui ci sarebbe moltissimo da dire, infatti alcuni di questi tool si basano su tool realmente efficaci, altri funzionano in maniera più dilettantesca. I primi hanno alle spalle un robusto database, l’azienda che li gestisce infatti deve gestire uno spider e indicizzare il web in modo non molto diverso da quello che a google, altrimenti non è possibile sapere quali sono i link entranti in un dito. Il comando link: da molto tempo offre risultati insoddisfacenti, il modo migliore è controllare quello che mostra il google webmaster tool… sto divagando…

Dopo aver ottenuto un elenco di link entranti questi tool controllano i siti, alla ricerca di alcuni fattori sospetti. Questi i principali:

  1. Backlink da pagine sovraccariche di link
    Pagine con centinaia o migliaia di link in uscita sono viste come sospette. Avere un link da una pagina di questo tipo in effetti potrebbe essere una pessima idea.
  2. Link provenienti da pagine con lo stesso ip (o della stessa classe C)
    Qui si entra in pieno nelle sfumature di grigio e nelle paranoie che spesso producono effetti devastanti. Google è a caccia di link non spontanei. Se voi avete due siti e da uno linkate l’altro è un link non spontaneo (non mettete il link perchè vi piace ma perchè è vostro). Moltiplicate il “problema” per centinaia o migliaia di siti, pensate infatti ai gruppi editoriali o alle agenzie che di siti ne gestiscono a grappoli. Ecco fatta la frittata. Ora i lettori più astuti si staranno chiedendo: “quindi se il sito dell’Espresso linka quello della Repubblica c’è il rischio che si facciano male l’un l’altro?” Come nella vita vera la risposta è no perchè le dimensioni contano. Torniamo in tema: due siti sullo stesse server o su sever vicini è probabile che appartengono alla stessa entità, persona o gruppo editoriale che sia. I link tra siti vicini di server possono essere considerati non spontanei e quindi sospetti.
  3. Troppi link con la stessa ancora
    Eredità del passato, ricordate il google bombing? Bastava che in tanti mettessero un link con una certa ancora e si riusciva a far diventare primo qualsiasi sito per qualunque cosa. Il santo graal dei seo che vogliono essere primi per una chiave precisa e così si fanno linkare con ancore sempre uguali. Ecco, appunto, google se ne è accorto, è questo il guaio. Non solo il trucchetto non funziona più ma occorre andare a sistemare i danni fatti in passato!
  4. Anchor text ottimizzato e sua mancanza di diversità
    Se i link sono spontanei è improbabile che tutti usino lo stesso anchor text, è improbabile che webmaster diversi si mettano tutti d’accordo, no? Quindi è molto sospetto avere link fatti in questo modo, gli anchor text devono essere differenziati.
  5. Link da tutte le pagine
    Avere un link da tutte le pagine di un sito, cioè tipicamente nel piè di pagina o in una barra laterale, è una pessima idea
  6. Backlink da pagine non presenti nell’indice di google
    Anche questo controllo può avere un senso: se una pagina non è presente nell’indice di google potrebbe essere sintomo di qualcosa di sospetto. Potrebbe, non è sicuro e nemmeno probabile, ci sono miliardi di ottime ragioni per spiegare l’assenza di una pagina dall’indice di G. Il punto vero è che non è affatti una buona idea avere dei link da siti bannati, questi tool controllano e segnalano link da pagine non indicizzate per sottolineare una possibile (non sicura e nemmeno probabile) situazione di questo tipo
  7. Link da siti cloaca
    Una volta se era facile avere un link da un sito quel link valeva molto poco. Adesso le cose sono cambiate e quel link può effettivamente danneggiare il sito linkato. Forum, directory e blog senza moderazione sono particolarmente sospetti. In altre parole nel web come nella vita vera se è facile da ottenere probabilmente non ha un grande valore

Ci rivediamo tra qualche mese!

Anno nuovo, tempo di bilanci

6 gennaio 2014

Il 2013 non è stato un anno semplice, per me a livello personale, per i SEO o aspiranti tali e per la maggior parte degli Italiani. Ho accumulato una quantità di ottime scuse per spiegare l’abbandono di questo blog, ognuna, da sola, sarebbe in grado di giustificare la desertificazione avvenuta ma anche andando a guardare quello che è successo negli anni precedenti la situazione non è poi tanto diversa.

La reatà è questo blog è nato nel lontano 2006 per partecipare alla gara dei “fattori arcani”. All’inizio mi limitavo a postare aggiornamenti su quello che succedeva sulla serp della gara, provavo ad analizzare le tecniche dei migliori e guardare cosa avevano combinato di male quelli che sparivano.

Finita la gara ho pensato che era un peccato buttare al mare il blog, mi ci ero affezionato. L’idea era di continuare a parlare di motori di ricerca in modo serio o scherzoso.

Il fatto è che non è un’impresa banale, affatto e c’è già un sacco di gente che lo fa molto meglio di me. Da qui la decisione, con il 2014 questo blog subirà una trasformazione e si trasformerà, scriverò per segnalare soprattutto risorse utili a chi vuole studiare i motori di ricerca o a chi sta pensando di farne una professione. Risorse adatte più a studenti e dilettanti che ai professionisti del settore, seppure con qualche eccezione.

Buon 2014 a tutti, compreso google!

Il tuo sito è penalizzato?

18 marzo 2013

Sapete sicuramente tutti cos’è il Google Webmaster Tool che più che un singolo tool è una raccolta di gadget. Più in generale, a mio modo di vedere, è un pannello che permette la comunicazione tra webmaster e google.
A volte però comunicare è difficile. Per esempio nel mio caso ho gestito per anni un sito, tuttiparchi.com, che a un certo punto della sua esistenza è stato penalizzato da google. Attenzione: penalizzato, non bannato. Non si tratta di una mia teoria complottista: nel google webmaster tool di cui sopra è comparso un messaggio che mi avvertiva della penalizzazione.
Il problema? Che il messaggio è piuttosto laconico. Qualcosa di estramente generico: “il sito viole le norme di qualità di google”. Sì ma quale norma esattamente? Cercare qualcosa sulle norme di qualità di google è come cercare di usare la Bibbia per dimostrare qualcosa, si può dimostrare tutto e il contrario di tutto.
Il sito non contiente malware. Non c’è pornografia di nessun genere e grado. Ci sono link a diversi siti, d’accordo, è un sito che parla di divertimenti e ci sono i link ai siti di alcuni parchi, musei, aquafan che il problema sia quello? Dubito. C’è per caso un link a un sito che, negli anni, è scaduto ed è diventato uno spam engine o peggio ancora un sito porno? Potrebbe anche essere ma dubito che sia quello il problema.
L’unica cosa che, dopo settimane e mesi di tentativi, era che ci fosse qualcosa di sbagliato nella struttura. Forse le schede dei soggetti, dei singoli parchi, erano troppo povere contenendo poche informazioni. Ho rifatto completamente la struttura del sito ma ancora niente da fare: dopo aver chiesto la riconsiderazione è arrivata la temuta conferma: “il sito viola le norme di qualità di google”.
Ok, forse il sito è sovra-ottimizzato. Proviamo a cambiare la struttura di title e description, forse ho esagerato da qualche parte. Ri-chiediamo la ri-ammissione: niente da fare.
A questo punto mi arrendo, il sito è stato ceduto e venduto ad altri che hanno deciso di rifarlo completamente. Non mi resta che augurare alla nuova redazione in bocca al lupo, sperando che vorranno tenermi aggiornato sull’evolversi della vicenda.

Consiglio seo del giorno

10 aprile 2012

spiderDopo mesi, ma che dico mesi, dopo anni di silenzio torno ad illuminarvi con questa perla di saggezza: quando trasferite un blog da un server all’altro ricordatevi di spostare anche il file .htaccess.

Voglio esagerare e ne aggiungo un altro: dopo aver trasferito il blog non limitatevi a guardare se funziona, provatelo e scliccazzate in giro per vedere se i link portano ancora da qualche parte altrimenti gli spider si incazzano

WordPress infetto? Non esageriamo!

23 giugno 2011

E’ notizia di qualche giorno fa che ci sono stati problemi con wordpress, il noto cms nato per gestire semplici blog e in seguito evoluto sino a far funzionare siti di rara bellezza e popolarità come questo che state leggendo.

Come ben sintetizzato da punto.informatico in effetti un problema c’è stato ma è molto più limitato di quanto a qualcuno piacerebbe far credere: c’è stata sì un’infenzione (e anche molto grave) ma questa riguarda solo tre plugin, non il codice in toto del CMS. Si tratta di tre plugin molto popolari per cui il problema non deve essere minimizzato ma il panico non serve a niente, un po’ di sangue freddo e passa la paura.

I plugin infetti sono AddThis, WPtouch and W3 Total Cache.

Veloci e sociali…

28 aprile 2011

Fermarsi un momento a ragionare sta diventando una prassi in disuso. Molto più rapido e liberatorio marcare il territorio immediatamente con le nostre certezze maturate nell’ultima decina di secondi. Del resto gli strumenti a nostra disposizione lo consentono e sembrano chiedercelo. E poi via, veloci e collegati, verso nuove incredibili e superficialissime avventure.

Massimo Mantellini su Punto Informatico

Html valido? Ma anche no, grazie!

16 aprile 2011

HTML validoSe io fossi un imprenditore o il responsabile del progetto internet di un azienda cosa farei? Me lo sono chiesto mille volte dato che sono dall’altra parte del muro, vorrei provare a ragionare con la testa di un mio potenziale cliente.

Dunque lo scenario è questo: ho delle competenze che nulla hanno a che vedere con il web e, per una serie di motivi sono incaricato di mettere in piedi il nuovo sito aziendale. Potrei fare tutto da solo ma dopo 5 minuti mi sono reso conto che questo è antieconomico (e anche piuttosto stupido) quindi mi metto a cercare un fornitore, magari in zona, e cerco di capire due cose fondamentali:

  1. Come voglio che sia il mio webmaster?
  2. Come voglio che sia il mio sito?

La seconda domanda ha una risposta ovvia: voglio che il sito sia redditizio. L’estetica, i flash, le mappe, i contenuti e gli aggiornamenti possono essere tutte supercazzole e orpelli, a me interessa che il sito renda, che venda, che in modo diretto o indiretto generi più denaro di quanto ne investo.
Per quanto banale e semplice sia questa risposta lasciatemi dire che in 10 anni di attività non aveva chiaro neanche questo.

Redditizio, in questo esempio, significa visitato, ben posizionato sui motori di ricerca. Per esempio ho un hotel a Velletri e voglio ricevere prenotazioni, oppure ho un ecommerce che vende Personal Computer e voglio più clienti. Voglio tante visite e le voglio il più redditizie possibile.

Mi metto a cercare su google e trovo zilioni di potenziali fornitori. Dato che voglio scegliere un fornitore "buono" mi metto a spulciare sui vari siti così, controllando i servizi offerti comincio a costruire quella che sarà la mia richiesta d’offerta ovvero, in parole povere, cosa caspiterina voglio che faccia il webmaster.

Taglio e arrivo al punto: su questi zilioni di siti continuano a parlare della validazione del sito, con una veloce ricerca capisco che significa che il codice html delle pagine deve essere scritto bene. Suona figo. Parecchi di questi webmaster dicono che il codice validato aiuta nel posizionamento sui motori di ricerca. La cosa ha senso: i motori di ricerca in fondo sono dei software, chiaro che se devono analizzare pagine piene di spazzatura fanno più fatica.

Traggo la seconda conclusione: voglio un sito validato!

Cazzata immensa: un sito validato serve molto più a soddisfare l’ego e la mania di precisione dei webmaster che google. Se non mi credete potete controllare le parole di Matt Cutts (che per chi non lo sapesse è un pezzo grosso che lavora in google e che ogni tanto fa sapere qualcosa al popolo, tipo bagliori nel buio).

Perchè i wembaster vi dicono che il sito validato è fondamentale?

Vediamo di capirci: non sto dicendo che l’html di un sito deve diventare la discarica delle meglie schifezze del web, dico solo che il codice perfettamente validato non serve perfettamente a una mazza ed è costoso. Al webmaster piace avere il codice validato, mettono il bottoncino del w3c sui loro siti come una medaglietta e un trofeo da esibire, poco importa se hanno speso ore per sistemare quell’ultimo tag e quella parentesina che non era chiusa nel punto giusto. Poco importa se aggiornare il sito poi diventa un dramma perchè il copincolla da word fa saltare la validazione, se dovete mettere un alt per ogni immagine che caricare e voi manco sapere cosa sia un alt…

La validità del codice html del vostro sito è importante per:

  • il w3c summenzionato (sempre se mettete il famoso bottoncino
  • il webmaster che vi ha fatto il sito
  • voi, se l’avete pagata.

lasciate perdere ste pippe e concentratevi sull’obiettivo primario. La validazione potrebbe essere al massimo uno strumento per avere più accessi ma non è vero (controllate sto benedetto video). Il sito si vede bene sui 4-5 browser principali? Funziona tutto? Perfetto, il resto non conta.

 

Ban da facebook

23 marzo 2011

Vi siete mai chiesti come avviene un ban su facebook? Ho un esempio fresco fresco :)

Anni fa una amica si è iscritta su facebook. Non si è iscritta con il suo vero nome, lo ha leggermente storpiato. E’ italiana, vive in Giappone, ha un’indebita passione per le scarpe e ha avuto la "brillante" idea di postare come foto due delle sue scarpe preferite.

Giusto per esser chiari, le riposto quiSandali

 

Sandali piumeIl non plus ultra della pornografia, giusto?

In men che non si dica l’amica riceve decine (centinaia) di richieste di amicizia. Feticisti, amanti dei tacchi a spillo eccetera. La cosa la diverte e accetta numerose amicizie, anche sospette. Arrivano parecchi messaggi con proposte più o meno oscene ma lei è grande, maggiorenne, vaccinata e se ne frega. Scopre il lato positivo della cosa: con tutti quegli amici è divertentissimo giocare ai vari giochi di zynga, in pochi minuti si ritrova con dozzine di vicini, regalini e collaboratori vari.

Passa il tempo, ovviamente non può usare l’account per scopi "veri", quindi non prova a contattare i suoi veri amici. Non si fa un altro account visto che facebook a lei interessa il giusto.

Arriva il periodo in cui tutti gli italiani mettono un fumetto al posto della foto, per non so quale iniziativa, ricordate? Aderisce anche lei e usa questa foto: Hack Girlprobabilmente un po’ truculenta ma ridotta alle dimensioni di un francobollo francamente mi pare piuttosto inoffensiva.

Arriva il terremoto in Giappone e lei se lo becca in pieno. Abita a Tokyo, quindi lontana dall’epicentro e dallo tsunami, non vicinissima alla centrale di Fukushima ma neanche troppo lontana. Insomma per farla breve e per usare un’espressione francese ha altri cazzi per la testa, diversi da facebook. Si ricollega e posta un messaggio spiegando che sta bene.

Passano altri giorni, prova a collegarsi e … sorpresa!

Facebook banLa mia amica non è un asso dell’informatica ma non è neppure idiota. Vede il link, clicca copincolla (l’indirizzo non è cliccabile) e legge.

Perché il mio account è stato disabilitato?

Il tuo account è stato disabilitato poiché hai violato la Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità di Facebook. I comportamenti vietati includono, a titolo esemplificativo:

■La creazione o il caricamento di contenuti pornografici, con allusioni al sesso o con nudità
■Il contatto con altre persone mediante l’uso di un linguaggio con allusioni sessuali
■L’invio di richieste di amicizia o messaggi di posta a persone sconosciute
■La creazione di account falsi che non riflettono l’identità reale delle persone che li creano

/help/?faq=18640

Facebook rimuove tutti i contenuti segnalati?

No. Un incaricato di Facebook controlla scrupolosamente ogni segnalazione per decidere le azioni da intraprendere. Se viene determinato che non si è verificata alcuna violazione della nostra Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità, non verranno intraprese azioni. Se si è verificata una violazione, l’utente che ne è responsabile potrebbe ricevere un avvertimento o venire disabilitato, in base alla gravità delle violazione.
/help/?faq=17292

È possibile che non abbia ricevuto un avvertimento prima delle disabilitazione del mio account?

In base alla gravità della violazione, l’utente che ne è responsabile potrebbe non ricevere un avvertimento prima della disabilitazione dell’account. Ti ricordiamo che non ripristiniamo gli account che sono stati disabilitati per gravi violazioni degli standard della comunità di Facebook.
/help/?faq=17730

 

Ricapitoliamo: non è stato un ban automatico (un addetto controlla scrupolosamente), si è trattata di una cosa grave (visto che non ha ricevuto preavvisi). La mia amica pensa: o è uno sbaglio oppure in qualche modo hanno capito che all’iscrizione ho storpiato il mio vero nome. Segue le istruzioni e scrive a facebook. Dopo qualche giorno riceve una risposta ufficiale

Ciao,

Il tuo account è stato disabilitato poiché hai eseguito delle attività sul sito che violavano la Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità di Facebook. I comportamenti vietati includono:

• La creazione o il caricamento di contenuti pornografici, con allusioni al sesso o con nudità
• L’uso di un linguaggio con allusioni sessuali

Non potrai più usare Facebook. Questa decisione è insindacabile.

Per motivi tecnici e di sicurezza, non possiamo fornirti ulteriori dettagli in merito a questa decisione.

Grazie,

****
User Operations
Facebook

Qualcun altro al suo posto si sarebbe probabilmente incazzato, fortunamente a lei di facebook non gliene frega niente e quindi non ci sono problemi. La vicenda però è interessante, almeno dal mio punto di vista. Visto che i suoi post in bacheca saranno stati una dozzina cosa c’era esattamente di pornografico? Le richieste di aiuto di cityville? La foto delle scarpe? O il post in cui spiega che a Tokyo la situazione non è poi così drammatica?

Per concludere cito le sue parole: sti grandissimi cazzi!

Come (non) proporre la propria candidatura

15 febbraio 2011

Curicculum tuttofareMi rendo conto che c’è la crisi e che l’argomento in sè non è affatto divertente ma il risultato è suo malgrado esilarante. Veniamo ai fatti.

Ricevo una mail con oggetto "richiesta informazioni" che stranamente i filtri antispam lasciano passare, apro e trovo la richiesta di "maggiori informazioni relativamente alla Vostra disponibilità, per fissare un appuntamento, per un’eventuale collaborazione con la Vostra azienda?" (le maiuscole e il punto di domanda finale non li ho aggiunti io).

Allega biglietto da visita. Così dice. In allegato in effetti trovo qualcosa che somiglia a un biglietto da visita dove il nostro, che si presenta come consulente con un telefono cellulare e un indirizzo su hotmail, elenca le sue competenze (e che vado qui a ripetere).

  • Agile Financing
  • Organizzazione eventi
  • Web Marketing
  • Travel Marketing
  • Patnership e public relation (l’errore non è mio)
  • Gestione agenda
  • Servizi di segreteria
  • Creazione archivi
  • Organizzazione viaggi
  • Data entry (inserimento dati, battitura testi)

Mi sorgono spontanee tre domande

  1. Capisco che rileggere costa fatica, un curriculum può arrivare alla lunghezza di un paio di pagine e trovare tutti gli errori di ortografia può essere difficile. Ma porca pupazza riesci a mettere errori anche in un biglietto da visita? Inviato in digitale, non stampato irrimediabilmente, ti basta correggerlo al volo col lo stesso programma con cui lo hai creato!
  2. Solo i primi tre punti elencati richiedono competenze che può avere un plotone di persone, non una sola.
  3. Data Entry?? Battitura testi?? Fammi capire perchè forse sono io quelle che non ha le idee chiare. Ti proponi per un posto di finanza creativa o qualcosa del genere, webmarketing e supercazzola a più non posso, organizzazione viaggi e …. segretariato e data entry? No, mi spiace ma quello che deve chiarirsi le idee mi sa che sei tu, senza offesa.

NB: sia ben chiaro che non ho nessuna intenzione di deridere la persona che ha inviato questo biglietto da visita. Proprio perchè so benissimo cosa significa essere in crisi la invito a sfruttare meglio le proprie energie per raggiungere l’obiettivo agognato. per farlo è indispensabile avercelo, un obiettivo!