giorgiotave.it

25 agosto 2014

GiorgiotaveCi fu un tempo in cui frequentavo assiduamente il forum di giorgiotave.it, sono stato anche moderatore di un paio di sezioni un paio di ere geologiche fa, da allora il sito e il forum hanno subito un processo di evoluzione che li ha portati a diventare qualcosa di completamente diverso rispetto al sito che frequentavo.
Praticamente irriconoscibile, in particolare il forum era concentrato su webmarketing e motori di ricerca mentre ora ha allargato i suoi argomenti fino ad abbracciare praticamente tutto lo scibile umano.

Ad oggi il forum è ancora un luogo interessante, forse l’unico sopravvissuto per quanto riguarda la lingua italiana, basta non disperdersi nella miriade di argomenti e andare dritti alla sezione Seo e tecnologie.

La sezione magazine è quella che, a mio parere, andrebbe aggiunta nei segnalibri / rss reader di chi vuole documentarsi sui motori di ricerca, capita infatti di trovare alcuni articoli perla come questo di Andrea Pernici che pubblica una serie di ottimi consigli per l’ottimizzazione di wordpress dal punto di vista seo.

Ranked.it: motori e tecnologia

18 agosto 2014

catoneIl sito di questa settimana è ranked.it ma con la segnalazione ammetto subito il conflitto di interesse: conosco da anni Enrico Ladogana, l’autore del sito che è il personaggio della foto del post.
Se la foto di Enrico non vi ha spaventato vi consiglio di visitare il suo sito se volete documentarvi un po’ sui motori e sul web marketing. Alcune avvertenze e modalità d’uso: il sito brilla per la qualità e non per la quantità, Enrico posta un po’ quando gli pare, non vi aspettate aggiornamenti frequenti.
I post vanno letti con calma ed attenzione, il tono è discorsivo e scanzonato, in alcuni casi l’autore tende a “farla facile” ma c’è da imparare, e anche parecchio perchè Enrico su alcuni argomenti la sa veramente lunga. la prima cosa che mi viene in mente è wordpress, software che conosce molto bene e di cui parla benissimo, questo post ad esempio è interessantissimo e contrasta alcuni dei pregiudizio che circolano su questo CMS, senza provare a nasconderne i lati negativi. Con un po’ di pazienza troverete sul sito un post in cui spiega come spingere all’estremo l’ottimizzazione di un sito in wordpress, dal punto di vista delle prestazioni pure. In quel caso suggerisco di prendere i consigli del post con la dovuta cautela: sono tutti sicuramente corretti ma non è detto che siano necessari per il vostro sito.

Search Engine Land: la mecca dei SEO

11 agosto 2014

Search Engine LandTutti i credenti della religione musulmana, secondo uno dei precetti più importanti, devono recarsi almeno una volta in vita a pregare a La Mecca. Search Engine Land è l’equivalente per i SEO: almeno una volta bisogna andarci e leggere un po’. E poi si finisce col ritornare piuttosto spesso fino a convincersi definitivamente del fatto che conoscere almeno un po’ di inglese è indispensabile per chi è interessato a studiare i motori di ricerca.

Sul sito si danno appuntamento un po’ tutti quelli che contano, è facile imbattersi in pareri autorevoli. Questo non autorizza a scollegare il cervello: come tutti i posti del mondo, virtuali e fisici, il sito è frequentato da una discreta massa di incompetenti e di gente che spaccia la propria opinione per verità assoluta.

Tanto per presentare un po’ il sito volevo linkare un post molto attuale e terribilmente utile. Se possibile aprendo anche una piccola discussione. L’argomento è l’https quale fattore di ranking per google ma facciamo una rapida premessa: se per caso non sapete di cosa sto parlando è notizia di qualche giorno fa il fatto che la connessione sicura, l’https, è entrato tra i fattori di ranking e che sta già influenzando l’1% delle query.

I dilettanti si sono buttato a capofitto a registrare certificati, quelli veramente bravi si sono fatti una risata, altri si stanno fermando un attimo a pensare e su SEL si trova una interessante discussione su questo argomento. Quelli bravi stanno dottamente disquisendo perchè parecchi conti non tornano con questo annuncio.

I conti che non tornano sono tanti: si tratta infatti di un annuncio veramente arcano! Non viene dai canali tradizionalmente usati da google (pur essendo a tutti gli effetti ufficiali) e, entrando nel merito della questione, è piuttosto illogico se non addirittura assurdo. Il fine potrebbe anche essere positivo, ovvero spingere il maggior numero possibile di siti ad adottare il protocollo sicuro ma, a prescindere dai costi di una cosa del genere (mi riferisco alla necessità di avere un indirizzo ip dedicato e non tanto al costo del certificato in sè), spingere a fare una cosa per i motivi sbagliati è una cosa che poteva andar bene a Machiavelli ma che fa incazzare la maggior parte delle persone ragionevoli.

Ora non ho nè l’autorevolezza nè la competenza per entrare nel merito della questione, mi permetto però di fare una osservazione: l’1% delle query può sembrare una percentuale insignificante ma lo è meno, molto meno se il vostro sito ricade in quella fettina di ricerche. Il discorso in termini generali può essere interessante ma chi si sta documentando per posizionare il proprio sito più che di consigli accademici e di filosofia del seo ha bisogno di sapere cosa fare. Se posso permettermi quindi consiglio a chiunque gestisca un sito di commercio elettronico di passarlo tutto su https, anche se questo può voler dire investirci tempo e denaro.

Theme Detector

11 agosto 2014

SherlockAvete visto un bel sito, pensate che sia stato realizzato con wordpress e siete curiosi di sapere che tema hanno usato? Grazie alla segnalazione dell’ottimo Enrico Ladogana ho uno strumento da suggerirvi, si chiama wp theme detector, basta inserire l’url del sito che volete esaminare e vi restituisce il tema in uso.

L’ho provato con una decina dei siti che ho realizzato in wordpress e ci ha sempre azzeccato, anche nei casi difficili. Ha azzeccato anche un tema “pinterest style” che probabilmente stiamo usando in due nel mondo occidentale.

Matt Cutts: la Pizia del SEO

4 agosto 2014

matt-cuttsNel lontano gennaio di quest’anno avevo promesso una trasformazione per questo sito che, così com’è, non serve a una emerita mazza. Ebbene ci siamo, anche grazie alla pausa estiva e alla quantità industriale di tempo libero che mi ritrovo è arrivato il momento di mettere in pratica quegli ottimi propositi.

Da oggi questo sito si trasforma e invece di pubblicare dotte dissertazioni del sottoscritto pubblicherà risorse utili per chi vuole approfondire la conoscenza dei motori di ricerca. Detto in altre parole, non ho la capacità di produrre materiale mio, posso però segnalare quello degli altri.

Con oggi quindi inauguriamo un appuntamento che diventerà almeno settimanale. Almeno una volta alla settimana tornate su questo sito e troverete interessantissime novità.

Questa rubrica di risorse SEO si apre quindi segnalando un sito, anzi più siti, anzi una persona: si tratta di Matt Cutts che è il portavoce ufficiale di google ed è a capo del team antispam del motore di ricerca.
Per amor di precisione dovrei usare il verbo al passato: Matt infatti si è preso un periodo di pausa, non nel senso che è andato in vacanza come tutti i cristiani ma nel senso che si è preso qualche mese, come tutti i milionari. Mesi che potrebbero diventare anche anni, il ragazzo infatti non ha certo bisogno di lavorare per vivere.

Sul suo blog parla piuttosto spesso di google, nel canale youtube risponde alla domande che riceve via email. Sia il blog che il canale video vanno consultati con l’opportuna preparazione.

Lingua

sia il blog che il canale sono in inglese. L’inglese di Matt è facilissimo da capire, se non riuscite a seguire quello che dice vi consiglio vivamente di ripassare o studiare un po’ di inglese. Consideratelo come un consiglio SEO, avrete accesso a informazioni di prima mano e non dovrete aspettare traduzioni fatte da altre con i relativi errori

Tempo

Non prendete tutto quello che trovate sui canali ufficiali come oro colato. Controllate la data del post o del video perchè informazioni o consigli validi anni fa potrebbero aver perso valore.

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Chiedere consigli a google è un po’ come chiedere all’oste se il vino è buono. Potrei riassumere in due frasi tutti i consigli di Matt e di Google in generale

  1. Fate siti belli, interessanti e utili e non vi preoccupate che a tutto il resto pensa papà google
  2. L’unico link buono è quello che ricevete senza saperlo. Se riuscite a sapere in anticipo che il vostro sito sta per ricevere un link siete in pericolo

Fatte queste premesse leggere il blog di Matt e ascoltare i video del canale resta comunque interessante. Molti dei messaggi devono essere interpretati, come quelli della Pizia per cercare di cavarne dei consigli pratici, qualche volta ci si riesce davvero!

Google piccione

28 luglio 2014

OLYMPUS DIGITAL CAMERADopo il Panda e il Pinguino adesso è arrivato il google Piccione. La cosa positiva è che stavolta come nome hanno scelto quello di un animale che mi stava già tremendamente sui coglioni, in passato son riusciti a farmi diventare antipatici due animaletti che prima erano nella mia personale top ten degli animali preferiti.

Veniamo ai dettagli, sarò breve: per ora non si praticamente una mazza. L’unica notizia certa è che il nuovo algoritmo riguarda le ricerche locali e che per ora è attivo solo in inglese. Da parte di google per il momento non ci sono commenti. Che novità..

Usque tandem?

5 luglio 2014

Catilina2-Maccari_affrescoAvevo promesso, mesi fa, di iniziare a postare link a risorse di valore per chi è interessato al seo. Con la consueta coerenza che mi contraddistingue ecco a postare qualcosa che non ciazzecca proprio una mazza ovvero un quesito che rivolgo a google, ai seo e ai quattro lettori di questo sito.

Sappiamo quello che succede quando un sito risulta off-line per un certo periodo di tempo. Il quesito che pongo oggi riguarda uno dei fattori arcani del posizionamento, una domanda intelligente insomma. Diciamo che il sito A linka il sito B, contribuendo a portare visite ma soprattutto PR, TR e tutti gli altri fattori che stanno alla base del mitico algoritmo di Sergey e Larry.

Ora per un motivo qualsiasi il sito A va fuori combattimento. Risulta irraggiungibile agli spider, scassato, rotto caputt. La mia domanda è: dopo quanto tempo viene annullato il beneficio che portava al sito B?

L’appuntamento con nuove e entusiasmanti discussioni riguardanti i motori di ricerca è al prossimo post che arriverà quando avrò un’ispirazione!

Il tuo sito è penalizzato

22 aprile 2014

PenalizzatoSono stufo di vedere questa pubblicità su facebook. Anzi, queste pubblicità dato che ne compaiono parecchie varianti. Questo tipo di webmarketing sfrutta sapientemente i social media e fa leva su paure recondite, chiunque gestisca un sito (soprattutto se svolge questa attività in forma amatoriale) è convinto di non guadagnare abbastanza e di essere vittima di qualche complotto. Si va alla ricerca di un tool online, una bella soluzione facile facile ma cosa fanno questi tool? Sono utili?

Risposte veloci: sì, sono utili. No, non possono realmente sapere se un sito è penalizzato da google.

La maggior parte di questi tool effettua una serie di controlli. Dietro pagamento di un compenso esaminano il sito ed effettuano una serie di controlli andando a guardare soprattutto i siti linkanti. Già qui ci sarebbe moltissimo da dire, infatti alcuni di questi tool si basano su tool realmente efficaci, altri funzionano in maniera più dilettantesca. I primi hanno alle spalle un robusto database, l’azienda che li gestisce infatti deve gestire uno spider e indicizzare il web in modo non molto diverso da quello che a google, altrimenti non è possibile sapere quali sono i link entranti in un dito. Il comando link: da molto tempo offre risultati insoddisfacenti, il modo migliore è controllare quello che mostra il google webmaster tool… sto divagando…

Dopo aver ottenuto un elenco di link entranti questi tool controllano i siti, alla ricerca di alcuni fattori sospetti. Questi i principali:

  1. Backlink da pagine sovraccariche di link
    Pagine con centinaia o migliaia di link in uscita sono viste come sospette. Avere un link da una pagina di questo tipo in effetti potrebbe essere una pessima idea.
  2. Link provenienti da pagine con lo stesso ip (o della stessa classe C)
    Qui si entra in pieno nelle sfumature di grigio e nelle paranoie che spesso producono effetti devastanti. Google è a caccia di link non spontanei. Se voi avete due siti e da uno linkate l’altro è un link non spontaneo (non mettete il link perchè vi piace ma perchè è vostro). Moltiplicate il “problema” per centinaia o migliaia di siti, pensate infatti ai gruppi editoriali o alle agenzie che di siti ne gestiscono a grappoli. Ecco fatta la frittata. Ora i lettori più astuti si staranno chiedendo: “quindi se il sito dell’Espresso linka quello della Repubblica c’è il rischio che si facciano male l’un l’altro?” Come nella vita vera la risposta è no perchè le dimensioni contano. Torniamo in tema: due siti sullo stesse server o su sever vicini è probabile che appartengono alla stessa entità, persona o gruppo editoriale che sia. I link tra siti vicini di server possono essere considerati non spontanei e quindi sospetti.
  3. Troppi link con la stessa ancora
    Eredità del passato, ricordate il google bombing? Bastava che in tanti mettessero un link con una certa ancora e si riusciva a far diventare primo qualsiasi sito per qualunque cosa. Il santo graal dei seo che vogliono essere primi per una chiave precisa e così si fanno linkare con ancore sempre uguali. Ecco, appunto, google se ne è accorto, è questo il guaio. Non solo il trucchetto non funziona più ma occorre andare a sistemare i danni fatti in passato!
  4. Anchor text ottimizzato e sua mancanza di diversità
    Se i link sono spontanei è improbabile che tutti usino lo stesso anchor text, è improbabile che webmaster diversi si mettano tutti d’accordo, no? Quindi è molto sospetto avere link fatti in questo modo, gli anchor text devono essere differenziati.
  5. Link da tutte le pagine
    Avere un link da tutte le pagine di un sito, cioè tipicamente nel piè di pagina o in una barra laterale, è una pessima idea
  6. Backlink da pagine non presenti nell’indice di google
    Anche questo controllo può avere un senso: se una pagina non è presente nell’indice di google potrebbe essere sintomo di qualcosa di sospetto. Potrebbe, non è sicuro e nemmeno probabile, ci sono miliardi di ottime ragioni per spiegare l’assenza di una pagina dall’indice di G. Il punto vero è che non è affatti una buona idea avere dei link da siti bannati, questi tool controllano e segnalano link da pagine non indicizzate per sottolineare una possibile (non sicura e nemmeno probabile) situazione di questo tipo
  7. Link da siti cloaca
    Una volta se era facile avere un link da un sito quel link valeva molto poco. Adesso le cose sono cambiate e quel link può effettivamente danneggiare il sito linkato. Forum, directory e blog senza moderazione sono particolarmente sospetti. In altre parole nel web come nella vita vera se è facile da ottenere probabilmente non ha un grande valore

Ci rivediamo tra qualche mese!

Anno nuovo, tempo di bilanci

6 gennaio 2014

Il 2013 non è stato un anno semplice, per me a livello personale, per i SEO o aspiranti tali e per la maggior parte degli Italiani. Ho accumulato una quantità di ottime scuse per spiegare l’abbandono di questo blog, ognuna, da sola, sarebbe in grado di giustificare la desertificazione avvenuta ma anche andando a guardare quello che è successo negli anni precedenti la situazione non è poi tanto diversa.

La reatà è questo blog è nato nel lontano 2006 per partecipare alla gara dei “fattori arcani”. All’inizio mi limitavo a postare aggiornamenti su quello che succedeva sulla serp della gara, provavo ad analizzare le tecniche dei migliori e guardare cosa avevano combinato di male quelli che sparivano.

Finita la gara ho pensato che era un peccato buttare al mare il blog, mi ci ero affezionato. L’idea era di continuare a parlare di motori di ricerca in modo serio o scherzoso.

Il fatto è che non è un’impresa banale, affatto e c’è già un sacco di gente che lo fa molto meglio di me. Da qui la decisione, con il 2014 questo blog subirà una trasformazione e si trasformerà, scriverò per segnalare soprattutto risorse utili a chi vuole studiare i motori di ricerca o a chi sta pensando di farne una professione. Risorse adatte più a studenti e dilettanti che ai professionisti del settore, seppure con qualche eccezione.

Buon 2014 a tutti, compreso google!

Il tuo sito è penalizzato?

18 marzo 2013

Sapete sicuramente tutti cos’è il Google Webmaster Tool che più che un singolo tool è una raccolta di gadget. Più in generale, a mio modo di vedere, è un pannello che permette la comunicazione tra webmaster e google.
A volte però comunicare è difficile. Per esempio nel mio caso ho gestito per anni un sito, tuttiparchi.com, che a un certo punto della sua esistenza è stato penalizzato da google. Attenzione: penalizzato, non bannato. Non si tratta di una mia teoria complottista: nel google webmaster tool di cui sopra è comparso un messaggio che mi avvertiva della penalizzazione.
Il problema? Che il messaggio è piuttosto laconico. Qualcosa di estramente generico: “il sito viole le norme di qualità di google”. Sì ma quale norma esattamente? Cercare qualcosa sulle norme di qualità di google è come cercare di usare la Bibbia per dimostrare qualcosa, si può dimostrare tutto e il contrario di tutto.
Il sito non contiente malware. Non c’è pornografia di nessun genere e grado. Ci sono link a diversi siti, d’accordo, è un sito che parla di divertimenti e ci sono i link ai siti di alcuni parchi, musei, aquafan che il problema sia quello? Dubito. C’è per caso un link a un sito che, negli anni, è scaduto ed è diventato uno spam engine o peggio ancora un sito porno? Potrebbe anche essere ma dubito che sia quello il problema.
L’unica cosa che, dopo settimane e mesi di tentativi, era che ci fosse qualcosa di sbagliato nella struttura. Forse le schede dei soggetti, dei singoli parchi, erano troppo povere contenendo poche informazioni. Ho rifatto completamente la struttura del sito ma ancora niente da fare: dopo aver chiesto la riconsiderazione è arrivata la temuta conferma: “il sito viola le norme di qualità di google”.
Ok, forse il sito è sovra-ottimizzato. Proviamo a cambiare la struttura di title e description, forse ho esagerato da qualche parte. Ri-chiediamo la ri-ammissione: niente da fare.
A questo punto mi arrendo, il sito è stato ceduto e venduto ad altri che hanno deciso di rifarlo completamente. Non mi resta che augurare alla nuova redazione in bocca al lupo, sperando che vorranno tenermi aggiornato sull’evolversi della vicenda.