Il webmarketing di universal

19 maggio 2008

Incredibile a dirsi riesco a godermi un pomeriggio a casa. Finalmente potrei trovare una giustificazione per l’abbonamento a sky che mi ostino a pagare e mi metto alla ricerca di un film. scopro così per caso che "studio universal dal primo giugno non sarà più disponibile sui canali sky".
Ecco, perfetto ci mancava anche questa. La tv "libera" non riesco a vederla, lo sport in tv non mi interessa, i reality rivestono per me lo stesso fascino di un film porno per un eunuco e questi che fanno? Litigano. Non riesco a trovare altra spiegazione infatti a un annuncio così laconico.
Gli altri canali di cinema di sky infatti sinceramente raramente mi interessano: la scelta è di presentare 487 volte lo stesso film fresco fresco che di solito non mi interessa mentre universal presenta anche film non recentissimi ma che meritano assolutamente di essere visti.
Bene, tanto per cambiare una notizia che mi fa incazzare, voglio protestare. Vado sul sito di universal è trovo subito un bel contatore -13, conto alla rovescia per il distacco da sky. Sempre meglio.
Astutamente hanno aperto una pagina per "raccogliere solidarietà", bene, ci sto, mi iscrivo.
Devo iscrivermi al sito per lasciare un messaggio. Mannaggia … va bene. Apro il form di iscrizione e ….?? Questi sono matti.12 campi obbligatori tra cui sesso, data di nascita e titolo di studio. Informativa per la privacy che merita di essere riportata
"…detto trattamento consisterà nella raccolta e conservazione dei predetti dati, sia manualmente che con mezzi automatizzati, ai fini dell’invio, anche attraverso la posta elettronica, di omaggi, informazioni promozionali e pubblicitarie relative al palinsesto del canale televisivo "Studio Universal" e ad altre iniziative e/o eventi connessi alla promozione del predetto canale televisivo ovvero all’eventuale lancio di altri canali televisivi."
Ok , più in basso è specificato che il conferimento è facoltativo ma sinceramente mi hanno fatto già passare la voglia. Ho una casella di mail già sufficientemente inondata da spam per correre ulteriori rischi, io volevo soltanto scrivere qualcosa tipo "mi dispiace tanto" oppure "site i mejo", tutto qui.

Ubuntu!

26 aprile 2008

Quanto mi piace Ubuntu! Da quando l’ho scoperta ha cambiato il mio modo di lavorare!
Non sto parlando di qualche astratto beneficio in termini di sicurezza, non mi sto riferendo alla battaglia contro Microsoft che molti si ostinano a combattere e non sono affatto lo smanettone in grado di eseguire tutto da dalla riga di comando, niente di tutto questo. Sul mio portatile mesi fa ho installato in un seconda partizione la versione desktop di ubuntu. Ero pronto a passare una giornata davanti al PC cercando risposte a domande assurde e cercando di non fare troppi danni invece … la distribuzione si è installata senza mettermi in imbarazzo e dopo pochi minuti era perfettamente in grado di funzionare.
Ho iniziato a giocarci e dopo pochi avvi mi sono accorto che era infinitamente più comoda e veloce di windows, almeno per l’utilizzo che ne faccio io. Dopo mesi mi sono accorto di non avviare più la partizione windows da … da mai e oggi ha fatto l’aggiornamento alla versione 8.04 tranqullamente e senza battere ciglio. Ci ha messo un po’ di tempo perchè aveva una mole immensa di dati da scaricare ma al termine del processo era lì, veloce e perfettamente funzionante senza perdere niente di tutte le mie precedenti impostazioni.
Non per sparlare di Microsoft ma se penso a un qualcosa di analogo per passare da XP a Vista mi viene da ridere.
La cosa che mi piace di più di ubuntu? Il logo, che potete vedere qui sopra :D

9 siti da salvare

17 marzo 2008

Nella mia paranoia pseudoseo faccio spesso esperimenti "strani". Una delle paranoie principali è tenere su server ben distinti e separati i siti dei network per tenerli lontani nella matrice dell’apparentamento.
Per questo motivo oltre ai server completamente controllati e in housing ho anche dei virtual sparsi in giro per il mondo.
Uno di questi virtual è su aruba e alcuni dei siti che ospitava, nati soprattutto per esperimenti, sono cresciuti e hanno avuto successo.
Nonostante tutte le maldicenze il serve virtuale aruba, economicissimo, si è comportato benone fino a quando non ho avuto l’infelice idea di fare un upgrade, passando alla versione professional si è scatenando il finimondo: 9 siti abbattuti,database e file persi.
L’assistenza risponde (in orario di ufficio) a dei ticket. In realtà chi risponde è stato molto gentile ma credo che ogni ticket abbia diritto a una sola risposta al giorno col risultato che per ripristinare il server ci sono voluti la bellezza di 15 giorni.
Grazie all’aiuto del personale dell’assistenza sono riuscito a recuperare quasi tutti i contenuti e adesso sto installando da circa 48 ore e ne avrò per molto altro tempo ancora.
Un consiglio comunque a chiunque si occupi di customer care: MAI usare condizionali e congiuntivi. Nulla ha i potere di mandare nel panico (o far incazzare a secondo dei casi) più di una frase tipo "adesso dovrebbe essere tutto a posto", "non dovrebbero esserci problemi".
E’ a posto sì, oppure a posto no, non esiste "dovrebbe"

Bilancio di fine anno?

30 dicembre 2007

Naaa, non è nel mio genere. Su internet (e in particolare sui blog) un bilancio di fine anno è una cosa sboroni, un post per tirarsela ancora più del solito e sparare tutte le profezie azzeccate nel corso dell’anno. La maggior parte dei SEO che ho conosciuto NON vive alle Hawaii in una villa come quella di Robin Masters.
zanzara mannaraComunque una conclusioncina piccina piccò volevo metterla: la mia zanzara mannara è in seconda pagina, senza che abbia fatto grandi sforzi a dire il vero. Questo prova che molto di quanto imparato con la gara dei fattori arcani resta valido e che … molta gente le spara proprio grosse :)

ma sticazzi diranno giustamente i più saggi e attenti di voi! Sono d’accordissimo,buon anno e sti grandissimi cazzi a tutti!!

Come sei diventato blogger?

15 dicembre 2007

Ok mi arrendo. Questa faccenda del meme rischia di diventare una telenovela infinita. Chiedo scusa a tutti e non lo farò più!
Cosa ti ha spinto ad aprire un blog?
Lo studio dei motori di ricerca. In occasione della gara dei fattori arcani volevo provare una tattica: visto che tutti i domini con nome "perfetto" erano già stati presi ho registrato il dominio arcani.org e ho poi pubblicato sul dominio di terzo livello fattori.arcani.org il sito con cui ho partecipato. Non è andata malissimo, sono arrivato nei primi 100 ma non mi ricordo esattamente in che posizione.

Il tuo primo post?
Di questo non ho proprio la minima idea e non ho nessuna voglia di mettermi a cercare. Sicuramente qualcosa di senza senso, giusto per cominciare a riempire un po’ il sito.

Il post di cui ti vergogni di più?
Un po’ tutti, soprattutto i primi. Sono scritti velocemente, pieni di orrori di ortografia e sintassi. Fanno schifo insomma.

Il post di cui vai più fiero?
Manco uno. Sicuramente questo blog non brilla per originalità, la maggior parte di quello che c’è qui dentro fa parte di qualche esperimento di cui spesso poi mi dimentico …

E tu? Come sei diventato blogger?
Eccoci al dunque. Lo scopo recondito di questi fastidiosi meme è in fondo quello di spargere un po’ di link. Spazio alla marchetta allora, non ho nessuna voglia di continuare la telenovela e ci piazzo quindi tre link qualsiasi: web design, Seconda Guerra Mondiale e Lago di Garda. Tiè.

la zanzara mannara

30 novembre 2007

Alla fine non ho saputo resistere alla tentazione. Partecipare alla gara del seo contest zanzara mannara non mi porterà via troppo tempo per la semplice ragione che non ho tempo da dedicare ma ho preparato una paginetta per vedere se un vecchio sito ha ancora qualcosa da dire ma soprattutto per un controllino: voglio provare a vedere se riesco a capire che cosa indica il numero che google indica nella toolbar.
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Internet per il turismo italiano

18 novembre 2007

Supponiamo di voler utilizzare internet come strumento per la promozione del turismo italiano; proviamo ad immaginare che uno dei nostri politici debba decidere come sfruttare la rete per promuovere il nostro patrimonio culturale e artistico. Indipendentemente dallo schieramento (mai come in questi casi non c’è nessuna differenza tra destra e sinistra) cosa farà il nostro uomo?
La sua primaria preoccupazione sarà quella di avere a disposizione il budget più grande possibile, il suo obiettivo sarà avere una quantità faraonica di denaro da spendere. deciderà lui in prima persona come dovrà essere sviluppato il progetto, un bel sito con i migliori server e i migliori contenuti.
Peccato che così è molto difficile riuscire a fare un progetto di successo e italia.it è l’ennesimo monumento ai disastri che la nostra classe politica è in grado di fare.
I soldi a disposizione erano sicuramente troppi ma quel progetto è nato sbagliato fin dalle sue fondamenta.
Nel web ci si lamenta spesso dello spreco di denaro pubblico, io credo che il danno maggiore in realtà sia quello indiretto, sia per l’occasione mancata di portare un po’ di turisti in Italia ma soprattutto perchè dopo una simile catastrofe difficilmente verrà mai più realizzato qualcosa per sfruttare il web e promuovere il turismo.
La mia idea è molto semplice: banalmente quel sito non doveva nemmeno essere fatto. La cosa più importante, i contenuti, dovevano essere messi a disposizione di tutti i webmaster e rilasciati con una licenza (possibilmente GNU) in modo da renderli utilizzabili da tutti.
Lo stato avrebbe messo a disposizione di tutti i webmaster del mondo guide di viaggio, elenchi di alberghi e di luoghi di cultura aggiornati con orari, costi di ingresso, informazioni su prevendite e prenotazioni, accessibilità ai disabili … sarebbero nate decine di migliaia di siti pieni di informazioni sull’Italia.
L’unico uso intelligente del dominio italia.it sarebbe stato con una wiki con tutte le guide d’italia, ampliato e fatto crescere da italiani e turisti di tutto il mondo.

In Italia invece si fa l’esatto contrario. Le guide pubblicate dalle APT hanno più copyright dei software Microsoft, si tiene tutto rigorosamente chiuso …
avevamo un’opportunità, l’ennesima, e l’abbiamo bruciata.

italia-wiki.com (con il suo omologo in lingua inglese italy-wiki) è un esempio di quello che poteva essere fatto: i contenuti sono utilizzabili liberamente, anche a scopo di lucro. Chiunque utilizzerà i testi contenuti all’interno di italia-wiki si impegna però a lasciare a sua volta la stessa possibilità a chi vorrà utilizzare i contenuti del nuovo sito e a riconoscere la paternità di tutto il materiale. Vedremo se funzionerà, di sicuro il ministero dei beni culturali partiva leggermente avvantaggiato: senza parlare di budget infatti poteva avere accesso alla mole enorme di dati che apt, regioni e provincie hanno e (ancora una volta) piombano con pesantissimi copyright.

Non capisco, davvero. Gli editori di quelle guide sono i cittadini italiani quindi, se proprio copyright deve esserci, dovrebbe essere di tutti gli italiani …

Gli arcani di Monza

27 ottobre 2007

Monza è una città che sarà in provincia di Milano ancora per poco. Non perchè si sposterà ma perchè alla fine del 2008 diventerà una provincia a tutti gli effetti sganciandosi dall’ingombrante capoluogo lombardo. Non è una città come tutte le altre, è molto grande come numero di abitanti (supera i 110.000) ha una storia lunghissima ed un centro storico molto piccolo, assolutamente sproporzionato agli abitanti e alle attività economiche della zona. Come capoluogo della Brianza ha una lunga storia piuttosto travagliata e già semplicemente facendo una passeggiata nel centro ci si accorge di alcune stranezze. Edifici storici di rara bellezza come il Duomo e l’arengario sono affiancati da mostri dell’architettura come il cosiddetto "palazzo della Upim" che deturpa la piazza centrale della città come il prezzemolo rovina un bel sorriso.
Gli architetti degli anni settanta si sono accaniti sulla città creando parecchie strutture, probabilmente molto funzionali per chi ci abita ma di rara bruttezza. Eppure anche dal punto di vista storico nel capoluogo lombardo gli architetti non mancano: trovare un architetto a Monza è piuttosto facile. Sono esperti di ristrutturazioni, urbanistica, paesaggistica e riescono a fare progetti assolutamente interessanti. Probabilmente quello che manca è il coraggio (o la possibilità) di cancellare quanto di brutto è stato fatto in passato per ricominciare e costruire qualcosa di bello. Le capacità non mancano.

Falsario a chi?

26 ottobre 2007

Di oggi l’ennesima notizia a discredito del commercio elettronico italiano.
Secondo un’indagine svolta dalla Confcommercio, il 30% delle merci contraffatte vendute nel nostro paese vengono offerte attraverso Internet.

E’ sotto gli occhi di tutti come questo possa avvenire.

Mentre i negozi on-line vengono controllati, ci sono altri canali di vendita completamente senza verifiche.
Canali dove chiunque può vendere riproduzioni, copie e falsi senza incorrere in nessun tipo di sanzione.

Il tutto senza garanzie, senza tutele a discapito della sicurezza e della salute degli acquirenti.

AICEL (Associazione Italiana Commercio ELettronico) richiede l’impegno attivo da parte di tutti -operatori e consumatori – in quanto la contraffazione non solo è un reato, ma anche un calcio nel sedere alla cittadinanza onesta.
Se nella navigazione entrate in contatto con annunci o proposte commerciali di prodotti contraffatti scrivete senza esitazioni a sos@gat.gdf.it

La legalità è la norma, non l’eccezione.

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Zanzara Mannara

10 ottobre 2007

Sul forum punto-web nasce un nuovo seo contest per la chiave "zanzara mannara". Il regolamento in due parole esclude soltanto siti spam e tecniche black hat per il resto … tutto è concesso. In bocca al lupo a tutti i partecipanti!
I dettagli del contest