Il web in subbuglio, una notizia da far saltare sulla sedia tutti i webmaster ma ancora di più i ceo che hanno appena finito di pagare il nuovo sito web aziendale. Già me li vedo riuniti in consiglio di amministrazione "ma il nostro sito è compatibile con html 5.0?" Sarebbe interessante tener traccia delle risposte che daranno le varie agenzie.
Torniamo alla notizia: pare che forse (si dice si mormora) qualcuno si metterà a lavorare per metter giù le specifiche di html 5.0 (fonte apogeo online). Dov’è la notizia? Non c’è appunto, qualunque cosa sia è di là da venire e, cosa più importante, per l’utilizzatore non cambia assolutamente nulla.
Nella mia breve ma intensa esperienza credo di aver visto parecchie cose che hanno cambiato il modo di vivere il web (ajax, la connessione in banda larga, google, skype tanto per dire le prime cose che mi vengono in mente) ma non mi ricordo di nessuna rivoluzione annunciata. Le rivoluzioni avvengono e sono inaspettate, è lì il bello.
Gli unici che forse devono tenere mezzo occhio aperto sulla notizia sono proprio i webmaster che è bene non siano mai impreparati di fronte a queste notizie, prima di tutto per spiegare al committente che il sito appena terminato non può essere compatibile html 5.0 e poi per tener d’occhio le novità che fa sempre bene tenere la mente sveglia.
Molte web agency si occupano di posizionamento sui motori di ricerca e SEM (Search Engine Marketing). Roma visibile offre visibilità per chi si occupa di posizionamento a Roma.
Prima di cominciare a ottimizzare e scalare le serp bisogna fare qualche ragionamento. E’ sorprendete il numero di webmaster che si butta a capofitto nella scalata senza fermarsi a pensare neppure un momento. Quanto sono competitive le keyword? Quali sono quelle da includere nel link building? Cosa occorre per avere successo?
Ancora prima andrebbe fatta una considerazione ulteriore: troppo spesso il webmaster o il seo si concentra sul motore di ricerca come se questo fosse il fine ultimo del suo lavoro; così non è: il bravo SEO deve portare traffico di qualità al sito.
Usare un software adatto.
Ci sono un sacco di tool gratuiti su internet e alcuni funzionano veramente bene. La mia opinione è che non esiste il migliore in assoluto ma che ognuno ha i suoi lati positivi e il migliore in fondo è quello che si conosce più a fondo
Identificare con precisione il target.
Raggiungere la cima di una key ultra-competitiva può essere divertente ma nella maggior parte dei casi non è la cosa più intelligente da fare. Occorre considerare attentamente tutte le frasi (due o tre parole chiavi) che possono essere sfuggite ai grossi calibri, cominciare da quelle e continuare ad ottimizzare. La long tail è spesso una fonte sorprendente di conversioni remunerative.
Rimanere in tema.
Durante in lavoro capiterà di imbattersi in parole chiave e ricerche che sono vere e proprie scorciatoie per ottenere alti volumi di traffico. Non dimenticate mai che lo scopo ultimo è portare traffico di qualità ovvero in tema con il sito.
Non esagerate con le keyword.
Conoscete la rava e la fava dell’argomento e la tentazione di usare tecnicismi è fortissima. Siete sicuri che quelle stesse parole siano quelle che cercano i vostri utenti? Nella maggior parte dei casi il linguaggio utilizzato deve essere semplificato al massimo e occorre capire quello che i potenziali clienti cercano.
Considerate la ricerca locale.
Anche siti medio piccoli possono competere piuttosto facilmente con i big player del settore nel caso delle ricerche geograficamente localizzate. Non sottovalutate questa possibilità ovviamente solo ed esclusivamente se effettivamente il business del vostro sito ha attinenza con la realtà locale.
Controllate le statistiche.
Una delle cose più interessanti del web marketing e di una buona analisi delle statistiche è la possibilità di visualizzare le parole cercate dagli utenti che hanno trovato il vostro sito sui motori di ricerca. Sarete sorpresi da un’analisi accurata delle statistica, troverete errori di battitura e altre anomalie. Controllando le statistiche probabilmente troverete chiavi per cui val la pena lavorare e che all’inizio non avevate considerato.
Controllate costantemente la posizione.
Dopo la scalata delle serp non dimenticate mai di controllare costantemente la vostra posizione sui motori. La scelta delle keyword è stata il punto di partenza del processo di ottimizzazione ma deve essere costantemente rimessa in discussione valorizzando parole e chiavi inizialmente sottovalutate o viceversa abbandonando chiavi che non portano i risultati sperati.
A volte una domanda così semplice ha il potere di tramortirmi. Ma che ti costa? Mi chiede un cliente interessato alla costruzione di un sito. In parole povere il personaggio vuole che gli facciamo il sito e vuole il posizionamento a sbafo. Il tipo ha capito benissimo qual è il vero giro del fumo e quindi chiede "che ti costa mettermi qualche link?"
Già che ti costa, questo è quello che vorrei chiederti io. Abbiamo creato circa 200 siti tutti con contenuti originali e ci abbiamo messo quasi sette anni. Non dico che nel frattempo non abbiamo fatto niente altro ma si tratta comunque di un investimento imponente quindi forse avrei dovuto rispondere "quanto costano a te quei link?".
Ma forse anche in questo caso la risposta sarebbe stata poco furba, forse avrei dovuto controbattere "a te quanto renderà il posizionamento?".
Questa è un’altra cosa che mi affascina, tutti i clienti conoscono perfettamente il valore di un nuovo contatto, potenziale cliente, tutti riconoscono le potenzialità del web eppure, se c’è da spendere per stampare volantini non battono ciglio, se invece si parla del sito i cordoni del borsellino si stringono improvvisamente. Clienti troppo miopi o troppo furbi? Ci sono o ci fanno? Forse un mix delle due cose.
I webmaster che parlano dell’istituzione di un albo secondo me dicono qualcosa di scellerato (andrebbero aboliti gli altri albi, altro che crearne uno nuovo) però in una cosa hanno ragione: la maggior parte dei clienti fa fatica a capire il valore di un sito, ha il terrore di essere fregato e la loro aspirazione migliore è quella di vedere una web agency che pubblica un listino online chiaro e comprensibile (per loro).
Come dovrebbe essere fatto il listino di una web agency? Un costo per le pagine? fantastico per i clienti che possono capire perfettamente, peccato che il costo a pagina non abbia il minimo senso. Costo orario? Anche in questo caso non ci siamo: un cliente potrebbe dover pagare moltissimo me perchè sono una schiappa e ci metto una vita a fargli il sito e paradossalmente pagare meno un webmaster veramente bravo che riesce a fare lo stesso lavoro in meno tempo.
Facciamo come le tasse, come nel sogno di bill gates? Il cliente paga un x percento del suo fatturato. Oppure paga un tot per ogni contatto procurato dal sito? Difficile, forse una soluzione buona per tutti non esiste. In fondo anche le aziende che hanno paura di essere fregate non hanno tutti i torti, ho visto cose che voi umani ….
E’ in momenti come questo che capisco che la battaglia contro le macchine è persa: hanno già vinto. Andiamo con ordine, oggi un server misteriosamente va offline, è una macchina importante, si trova al datacenter di Milano e non vuole saperne di ripartire, le coccole a distanza non bastano. Aspetto che faccia notte (c’è da farsi tutta la tangenziale di Milano per arrivare) e entro nel datacenter. Dopo esserci stato per qualche ora mi rendo conto che è un luogo assolutamente creato a misura di macchina: fa un freddo porco (i server, come tutti i computer che si rispettino odiano il caldo di queste giornate), un frastuono infernale prodotto da migliaia di ventole di migliaia di server contemporaneamente in funzione e dopo un paio d’ore cominci a vedere dio, la madonna e una discreta processione di santi. Non hanno la forma dell’iconografia tradizionale ma hanno forma di parallelepipedi, cubi e sulla fronte (per meglio dire frontespizio) hanno scritte piuttosto strane: Dell, HP, IBM …
Fà un freddo porco qui dentro e spero di riuscire a far ripartire questo coso alla svelta, sto cominciando a delirare.
Non ho la minima idea di chi l’abbia detto per primo ma ora sono assolutamente sicuro che nella vita conta più la fortuna del talento. Ho conosciuto persone dotate di un grande talento che lo sprecano o quantomeno non lo usano e vivacchiano raccontando a se stessi e agli altri di quanto potrebbero fare se solo volessero. Se solo volessero, sì, come no!Quelli che invece vedo fare fortuna spesso raggiungono la vetta senza nessuna fatica passando tranquillamente da una botta di culo all’altra e ottenendo successi anche notevoli.
Quanto mi piacerebbe avere un po’ di fortuna.
Se io avessi bisogno di aiuto per far realizzare il sito internet della mia azienda saprei come scegliere il fornitore. Probabilmente proprio perchè è il mio mestiere dopo aver conosciuto colleghi e concorrenti, aver visto molti lavori fatti da altri credo di aver capito come si fa ad evitare di essere bidonati.
Facciamo una simulazione: sono un imprenditore e ho deciso di far realizzare il sito internet per la mia azienda. L’obiettivo del sito è quello di procurarmi dei contatti che possibilmente si trasformino poi in clienti, siccome sono un imprenditore serio conosco il valore di un contatto e quindi sono disposto a investire una cifra seria per la realizzazione del sito.
Scarto quindi subito amici, parenti e conoscenti, compreso il figlio della vicina di casa della mia segretaria che studia filosofia del web all’università della nasa.
Non avendo bisogno del sito del secolo e avendo un budget decoroso ma comunque a cinque scarto immediatamente anche le agenzie enormi, quelli che l’offerta al cliente non la mandano sulla carta ma con un dvd e una presentazione in flash che illustra la mission del sito e l’experience del visitatore. Non mi serve.
La forbice resta enorme ma taglio drasticamente perchè voglio un professionista o una agenzia che abbia un indirizzo fisico e un telefono fisso. Inoltre voglio andare io da loro, voglio vedere gli uffici. Non mi piace perdere tempo e so benissimo che muoversi è fastidioso ma voglio essere sicuro di rivolgermi a dei professionisti, gente che lavora con internet a tempo pieno, non per hobby nei ritagli di tempo.
Questo è un punto fondamentale: il numero di webmaster professionisti che in realtà sono webmaster a tempo parziale perchè la loro attività principale è un’altra è impressionante. Ecco il consiglio principale: rivolgetevi a chi dedica almeno l’80% del proprio tempo ad attività completamente legata al web, non affidate il vostro sito a gente che ci lavorerà su "per arrotondare". Spenderete qualcosa in più certo ma torniamo al discorso iniziale: quanto costa un nuovo cliente? Un nuovo contatto? Pensateci bene prima di risparmiare su qualcosa di così potente.
Ultima consiglio che mi viene in mente: evitate i webmaster pescatori. Anche questa razza purtroppo è piuttosto diffusa, si riconosco facilmente dai webmaster seri per la mania di citare continuamente "un altro cliente" o "un altro sito" che ha avuto un successo fragoroso. Fate così: lasciategli fare uno o due esempi, vi decanterà le bellezze e i successi di un lavoro. Quando arriva al terzo esempio andate a fondo: se vi dice che ha fatto un sito bellissimo fatevelo mostrare e giudicate coi vostri occhi. Se vi dice che ha un numero di visite impressionante chiedetegli di mostrarvi le statistiche.
Qui il webmaster pescatore di solito si sente colto in fallo e inizia a raccontare una serie buffissima di scuse biascicate invocando la "riservatezza", la "privacy", o fantomatici problemi tecnici per cui al momento non è possibile. Il webmaster serio esaudirà la vostra curiosità senza nessuna esitazione.
Il mondo dei webmaster è fatto anche di "pallonari" che si barricano dietro astruse frasi pseudotecniche per mascherare chissà quali magagne, da gente che per conferire autorevolezza a una frase cita se stesso, di gente che non ha fatto i miliardi solo per colpa del Vaiont.
Azzeccare l’agenzia o il professionista giusto non è difficile, basta un minimo di attenzione.
Ok ok. Lo abbiamo capito tutti che i fattori arcani sono un argomento legato al SEO al posizionamento e a tutte quelle altre robine lì. Google espande le query per cui capisce in anticipo quello che stai cercando veramente anche se hai scritto nella casellina di ricerca una cosa che non c’entra un tubazzo.
Per esempio se cerchi "pannolini per bambini" lui capisce benissimo che in realtà stai cercando "giovannona coscialunga" perchè dalla domanda è in grado di stabilire la tua età approssimativa, capisce che sei cresciuto idolatrando Edvige Fenech e ti regala un nostalgico tuffo nel passato.
Sto divagando. I fattori arcani dunque non c’entrano più niente con la cartomanzia, i tarocchi e gli oroscopi però di fronte a un oroscopo presentato in un certo modo mi vengono fortissimi dubbi. Probabilmente non ho proprio capito niente della vita. Anzi, ne sono praticamente sicuro.
Ha senso realizzare un blog aziendale? Che cosa avranno di così interessante da dire le aziende da aver bisogno di un blog? Per quale masochista ragione vorranno esporsi ai commenti (ludibrio e dileggio) dei visitatori?
Diciamoci la verità: probabilmente la maggior parte delle aziende italiane non ha bisogno di un blog. Pernso a tutte quelle aziende che svolgono da generazioni esattamente gli stessi compiti e le stesse cose, quelle che non creano un nuovo prodotto da sempre che hanno sempre gli stessi clienti e che rinnovano il catalogo una volta ogni 10 anni.
Tutte le aziende italiane in cui impiegati, operai e dirigenti si annoiano e non sanno come passare il tempo, in cui la routine quotidiana uccide, tutte le aziende italiane destinate a scomparire insomma non hanno bisogno di un blo.
Tutte le altre dì. Quelle dinamiche e attive, che non hanno paura di sbagliare e affrontano con spavalderie le sfide della nuova concorrenza internea e straniera, tutte quelle che cavalcano le nuove tecnologie e non sono mai stanche di aggiornarsi invece ne hanno bisogno e se non lo hanno già fatto presto si doteranno di un blog in cui confrontarsi con clienti e fornitori, presentarsi come persone aldilà della facciata e offrire una nuove vetrina dei nuovi prodotti e dei nuovi progetti affrontati.
Cosa ancora più sorprendente lo terranno aggiornato … faticosamente qualcuno troverà il tempo di aggiornarlo e lo farà con entusiasmo perchè le cose da dire sono tante.
Anche zerodelta ha creato il suo blog aziendale, non sarei sorpreso di sapere che l’esperienza verrà messa a frutto e resa disponibile anche per i propri clienti.
Ha ancora senso parlare dei fattori arcani a un un anno dalla loro partenza? Per me sì dal momento che mi diverto un mondo ad aggiornare il sito dei fattori ma soprattutto provo grande soddisfazione ad essere ormai in prima pagina (ok ok, al decimo posto ma comunque ci sono.
Il segreto di questo successo? Semplice la gara è finita da un pezzo e gli altri contendenti, quelli bravi davvero, hanno smesso da tempo di occuparsene.